La manifestazione
Sul carro di Roberta abbracci e occhi tristi
E Valentina decide di non cantare: mi spiace, non ce la faccio
VIAREGGIO. È stato senza dubbio il corso più duro per i figuranti del carro "Tempo al tempo" di Luciano Tomei. Dovrebbe essere sembrata a tutti una lacerante crudeltà dover ballare, cantare, lanciare coriandoli - "fare scena" insomma, nel pomeriggio del gran finale - quando è ancora vivissima l'immagine di Roberta Bartali che scompare. Il Carnevale però è anche questo: il tripudio – fuori – per celare, a volte, una struggente tristezza dentro. E poi Roberta – che alla vita ha sempre sorriso, nonostante la sua lunghissima malattia – avrebbe voluto così.
Al via. Mancano pochi minuti alle 15. I colpi di cannone, la gente che comincia a riempire i viali e ha voglia di ridere e di sbeffeggiare chiunque passi all’altezza del naso stridono se l’occhio del passante cade sugli sguardi attoniti delle amiche di Roberta, sul davanti del carro; tra loro c’è chi indossa un paio di occhiali scuri, che poco hanno a che vedere con lo stile della maschera, e c’è chi tiene, ferme al petto, le braccia incrociate. Visibilissimo, sul carro, un manifesto-saluto: “Ciao Roberta”.
“Tempo al tempo” apre il corso: non sappiamo se era già stato previsto che fosse il carro di Tomei a tagliare il nastro, o se invece è stato apportato un correttivo. Ci piace comunque. Le prime parole dell’overture lo speaker Stefano Pasquinucci le dedica a lei, «a una persona straordinaria che al Carnevale ha dato moltissimo». Adesso è arrivato anche Tomei.
Le sue canzoni. Si parte. Non manca nessuno. Non manca Roberta perché tutto, intorno, parla di lei. Innanzitutto, parla di lei la colonna sonora del carro che sta solcando i viali. Composto da lei il testo, frizzante e bellissimo perché straordinariamente vero, emoziona. Parla del tempo «che scorre e non aspetta»; della quotidianità strozzata perché scandita da un impietoso metronomo: «La vita, che tormento, non c’è un attimo di stop»; e c’è velata, un’amara scoperta: «Ma per questo inseguimento (la vita di tutti i giorni senza sosta, ndr) non si vince al casinò. È inutile, andare indietro non si può ..»; ma c’è anche, in conclusione, una positiva consapevolezza: «Dai tempo al tempo ...». E saranno tutte e solo le sue canzoni – da “Burlamacco robot”, canzone ufficiale del Carnevale 2010, alle parodie politiche – a “musicare” il passo sui viali di “Tempo al tempo” per tutta la durata dell’ultimo corso. «Abbiamo scelto così – dice Luciano Tomei, amico carissimo di Roberta che ieri, lo diceva il suo sguardo, era visibilmente altrove – Roberta quest’ultimo corso non se l’è perso. Se lo guarda da lassù: io ne sono convinto».
I suoi costumi. E parla di lei anche la mascherata che anticipa il carro: di Roberta sono i costumi vivacissimi che - sembra anche questo un caso ma probabilmente non lo è – rappresentano le Quattro Stagioni.
La voce del carro. Accanto a Tomei – decine le strette di mano e gli abbracci che il carrista ha ricevuto per tutto il pomeriggio di ieri – per strada, c’è sempre Valentina Lottini, la voce del carro, che dà sonorità alle canzoni che Roberta componeva con le musiche di suo marito Giovanni Madonna. «Forse ho sbagliato, non lo so ... – dice Valentina – ma oggi non me la sono sentita di salire sul carro. Avrei dovuto anche mascherarmi. Di solito sono lassù a cantare dal vivo ... Oggi no..».
In tribuna. C’è una notizia che riesce a strappare un sorriso a Valentina: «Sappiamo che Gianmarco, il bambino di Roberta, è qui in tribuna con il suo papà. È voluto venire perché ha detto che la mamma ne sarebbe stata contenta». Ne siamo certi.
Altri omaggi. Un “Ciao Roberta” era anche sul carro di Jacopo Allegrucci e su quello del rione Campo D’Aviazione. Intorno alle 18, quando Tempo al tempo arriva in piazza Mazzini, per Roberta c’è un altro omaggio dallo speaker e un grande applauso dal carrista e da tutti i suoi figuranti.
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