Gioco
Telecamere in azienda sindacato nella bufera
La Cgil avalla la decisione dell’Henraux di installare l’impianto video che serve a controllare un delicato processo produttivo. Un gruppo di lavoratori si ribella
QUERCETA. S’incrina su un terreno sdrucciolevole come è quello delle telecamere sui luoghi di lavoro il rapporto tra la Cgil e una quota (non maggioritaria ma significativa) dei lavoratori dell’Henraux, l’azienda-punta di diamante del lapideo versiliese. Pietra dello scandalo, la recentissima installazione di due telecamere nel reparto “moschea”, compartimento dell’azienda quercetina che rappresenta il top dell’innovazione tecnologica applicata alla lavorazione del marmo. Nel mirino di alcuni dipendenti non c’è la parte “padronale” – Paolo Carli, presidente della spa – bensì il sindacato, che avrebbe dato nulla osta al Grande Fratello un po’ troppo morbidamente.
La norma è salva. C’era anche l’entrata in funzione delle telecamere – che servono a monitorare le fasi produttive di un robot-plasma sculture che riceve input da un software – all’ordine del giorno nell’assemblea che si è svolta venerdì tra la forza lavoro dell’Henraux e le rappresentanze della Fillea Cgil. «Innanzitutto durante l’assemblea nessuno è intervenuto per dire “io sono contrario” – riporta Leonardo Quadrelli, segretario provinciale Fillea Cgil – Le telecamere inquadrano il macchinario che lavora ad alta intensità: ecco perché è opportuno che le fasi vengano seguite. Non viene dunque ripreso alcun lavoratore – continua il sindacalista – neppure accidentalmente: l’articolo 4 della legge 300/’70 («È vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori», ndr) è rispettato, dunque non possiamo impedirne l’installazione». In sintesi: Henraux informa il sindacato – mediante un documento «che non può essere reso pubblico – annota Quadrelli – perché si entra nel merito del funzionamento del robot e sarebbe come fare spionaggio industriale» – sull’intenzione di installare occhi elettronici perché l’occhio umano possa seguire, step by step, un processo produttivo che è bene non si inceppi. Fillea Cgil recepisce; verifica «coi i legali del sindacato – aggiunge Quadrelli – che la norma-tutela lavoratore sia rispettata» e non pone veti: ma una parte delle maestranze non ci sta.
Le tessere in fabbrica. La bagarre legata all’entrata in funzione delle telecamere significa oltre al fatto in sé: testimonia che si starebbe raffreddando il feeling di comunanza d’intenti che dovrebbe invece correre tra la Fillea Cgil e la quota “tesserata” degli addetti Henraux (una quarantina dei circa 150 dipendenti). «Io non ce l’ho su con l’azienda – sgombra il campo dagli equivoci Patrizio Mattei, dipendente Heuraux, iscritto alla Fillea Cgil – io critico il sindacato, che risulta “appagato”, ininfluente, quasi allo stato vegetativo. Se ci fosse stato assicurato che l’installazione delle telecamere è fine a se stessa, che rientrano in certo processo che può avere anche aspetti positivi, se fosse stato reso noto il risultato delle verifiche dell’Ispettorato del lavoro.. avremmo potuto essere d’accordo. Io ho fatto alcune domande e non ho avuto risposta. Ho proposto a Quadrelli un’assemblea pubblica dell’intero settore lapideo – dettaglia Mattei – e mi ha risposto che non la farà mai: perchè? Se questo è l’atteggiamento del sindacato, allora dico che un sindacato così non serve a nessuno. Ecco perché ho riconsegnato, come atto dimostrativo, la tessera Cgil in occasione dell’assemblea». Sulla stessa lunghezza d’onda, ci sono altri lavoratori: «Siamo qualche decina a pensarla in questi termini (quelli illustrati da Mattei, ndr) – sottolinea un altro dipendente – molti di noi erano contrari alle telecamere anche perché non avevamo neppure capito come sarebbero state installate. E molti di noi, confermo, avrebbero stracciato volentieri le tessere».
Coinvolgere Savema. Intanto, in fabbrica c’è chi lavora alla messa a punto di un documento per arrivare a una sorta di stati generali del lapideo (un confronto sui grandi temi, come quello delle concessioni all’escavazione) e che coinvolga anche i lavoratori della Savema.
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