Il Tirreno

Versilia

Da Forte Greenpeace sfida Prada

Da Forte Greenpeace sfida Prada

Consegna simbolica di guanti verdi per chiedere alla maison di produrre green

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. I guanti verdi, simbolo della campagna “The Fashion Duel”, sono le armi con cui Greenpeace ha sfidato il mondo dell’alta moda: da Forte dei Marmi e, in contemporanea – ieri mattina – da altre ventitrè città italiane.

Dopo le iniziative delle settimane della moda di New York, Milano e Parigi, i volontari dell’associazione hanno distribuito oggi i guanti della sfida di fronte ai negozi dei grandi marchi: Prada, Dolce&Gabbana, Chanel .. per chiedere che le Maison s’impegnino a proteggere le foreste e le risorse idriche del Pianeta.

A Forte dei Marmi l’iniziativa si è svolta in via Carducci e in via Spinetti davanti alle vetrine di Prada e di altre griffe, suscitando l’interesse dei passanti che si sono fermati di fronte ai grandi guanti verdi.

In testa alla classifica di "The Fashion Duel" c'è Valentino Fashion Group, «l'unico marchio a impegnarsi – dicono da Greenpeace per garantire che i prodotti non siano riconducibili a deforestazione e inquinamento».

«Diverse aziende, tra cui Armani, Gucci e Versace, hanno preso solo impegni parziali – continuano gli attivisti – che non bastano a invertire la rotta. Invece Prada, Dolce&Gabbana, Chanel, Hermès, Trussardi, Alberta Ferretti e Roberto Cavalli non hanno fornito informazioni precise per dimostrare la loro volontà di proteggere l’ambiente». «A distanza di quattro mesi, marchi come Prada, Dolce&Gabbana e Chanel si rifiutano ancora di rivelare cosa c'è dietro i bellissimi vestiti che producono».

Ieri Greenpeace ha sensibilizzato i clienti-consumatori di prodotti griffati in 24 città italiane: «La moda è così bella che non deve costare nulla al Pianeta» dice Esperanza Mora, tra i promotori della campagna “Fashion Duel” di Greenpeace. Già 25mila persone hanno chiesto alle aziende di adottare politiche di acquisto e produzione a “deforestazione” e a scarichi zero. Secondo Greenpeace le filiere della pelle e della carta non possono incidere sulla deforestazione, e dai cicli produttivi devono essere eliminate le sostanze tossiche che potrebbero compromettere le risorse idriche globali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa