Il Tirreno

Versilia

Camorra, le mozzarelle ora le vende lo Stato

di Donatella Francesconi
Camorra, le mozzarelle ora le vende lo Stato

Il negozio del Marco Polo è in amministrazione giudiziaria ma resta aperto Ieri l’interrogatorio di garanzia per Lucariello e Mundo che non hanno risposto

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VIAREGGIO. Il negozio, pur messo sotto sequestro, è regolarmente aperto. Chi fa acquisti paga...allo Stato. Lo spiega il tenente colonnello della guardia di finanza, Vito Di Terlizzi, comandante del nucleo di polizia tributaria di Lucca. I cui finanzieri hanno lavorato all'operazione denominata "Jeppson" (come un famoso calciatore del napoli degli anni Cinquanta) sotto la direzione della Direzione distrettuale antimafia di Firenze (sostituto procuratore Giulio Monferini). «La Procura di Napoli ha nominato un amministratore - racconta Di Terlizzi - ed il negozio è aperto in amministrazione giudiziaria». Al lavoro i due dipendenti che assicurano l’attività, i cui proventi vanno allo Stato. La prestanome, ufficialmente nullatenente e parente di Maria Grazia Lucariello che non poteva ufficialmente comparire (ci aveva provato ma il Comune aveva negato l’autorizzazione all’apertura), è stata denunciata. Perché - se c’è una cosa certa nelle indagini che hanno portato all’arresto, giovedì, di Maria Grazia Lucariello, del marito Salvatore Mundo, e di altre sei persone, tra imprenditori edili e carpentieri, è che il negozio di latticini del Marco Polo era gestito da Maria Grazia Lucariello. La quale - continua il tenente colonnello delle Fiamme gialle - «aveva le deleghe ad operare sui conti intestati a se stessa e al marito». L'indagine - ricorda la guardia di finanza - «era stata avviata dal nucleo polizia tributaria di Lucca a seguito di una verifica fiscale antimafia supportata da accertamenti bancari e patrimoniali, per dimostrare che Maria Grazia Lucariello era l'effettiva titolare della "Alimentari Maria Grazia Srl". Infatti la donna, per aggirare le disposizioni della normativa antimafia, che prevedono limitazioni patrimoniali nei confronti dei soggetti condannati per l'articolo 416-bis del codice penale, aveva formalmente intestato le proprie attività ad una prestanome. I finanzieri sono stati in grado di ricostruire una gestione di fatto tenuta dalla Lucariello e dal marito, Salvatore Mundo: rapporti con i fornitori, gestione dei conti correnti bancari, rapporti con i clienti. Era la stessa Lucariello, infatti, che manteneva i contatti con ristoranti e alberghi della Versilia per rifornirli di prodotti alimentari tipici della Campania».

Una decina di conti correnti (sequestrati dalla guardia di finanza) attraverso i quali «transitavano cifre anche importanti». Oltre ai conti correnti sono finiti sotto sequestro quattro veicoli a lei intestati;l’immobile e l’azienda intestati alla "Alimentari Maria Grazia Srl"; beni mobili e immobili intestati a Salvatore Mundo, suo coniuge, tra cui si annoverano un complesso residenziale di 3 piani ed un terreno, entrambi in provincia di Caserta».

Ieri mattina era fissato l’interrogatorio di garanzia in Carcere. Maria Grazia Lucariello ed il marito, che respingono le accuse a loro carico, «si sono avvalsi della facoltà di non rispondere», spiega l’avvocato Cristiano Baroni annunciando di star preparando «il ricorso al Tribunale dei riesame, sia per quanto attiene i provvedimenti restrittivi della libertà personale, sia i sequestri dei beni».

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