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Versilia

La Versilia ora ha paura: servono misure anti-clan

di Donatella Francesconi
La Versilia ora ha paura: servono misure anti-clan

La Fillea-Cgil sollecita Prefettura ed enti pubblici: protocollo appalti disatteso Varia (Confindustria): nascosti nelle pieghe dell’illegalità che denunciamo

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VIAREGGIO. Parla di fenomeni che si annidano «nelle pieghe dell’illegalità che abbiamo sempre cercato di denunciare» e di imprese edili «che non sono iscritte alla cassa edile». La voce è quella di Stefano Varia, consigliere di Confindustria lucchese proprio per l’edilizia e titolare della “Varia costruzioni”. «Non chiamerei edilizia il mondo nel quale si muovevano gli arrestati», insiste Varia.

Eppure basta un semplice controllo per verificare che - per esempio - l’impresa di Maurizio Di Puorto, imprenditore edile tra gli arrestati, è attualmente regolarmente iscritta alla cassa edile, con quattro dipendenti. Mentre di quella che fa capo a Guglielmo De Chiara, in città si ricordano gli appalti pubblici nel settore del rifacimento dei marciapiedi e pavimentazione a Viareggio. E, facendo il nome Di Ronza, che lavora nei cantieri cittadini ricorda: «Erano precisi, grandi pagatori».

Sull’esito dell’inchiesta e sul coperchio sollevato sugli affari delle famiglie camorriste dei clan dei casalesi interviene anche una nota della segreteria della Fillea-Cgil: «La gravità dei fatti emersi negli scorsi giorni - scrive il sindacato - rivela la necessità che le amministrazioni pubbliche recepiscano completamente e responsabilmente i contenuti del protocollo di intesa in materia di appalti sottoscritto, fra le parti sociali dei datori di lavoro e dei lavoratori dipendenti del settore nel novembre del 2009, nel quale si definivano precise proposte di intervento. Ad oggi, purtroppo, nonostante un assiduo ed insistente lavoro di sollecitazione e di informazione prodotto dalla Fillea Cgil e dall'Ente Cassa edile lucchese, i Comuni, la Provincia e le Asl non hanno dato risposte all'altezza. L'obiettivo fondamentale secondo la Fillea Cgil è quello di pervenire quanto prima possibile alla sottoscrizione di un protocollo prefettizio di intesa per la sicurezza e la regolarità nei cantieri edili della provincia, come è già stato fatto in numerose province italiane, nel quale siano assicurati la costante presenza di condizioni di regolarità nelle varie fasi del processo produttivo, con particolare riferimento al contrasto del lavoro irregolare e della illegalità diffusa, nonché all'inosservanza delle norme di sicurezza nei cantieri, in un quadro generale di rispetto delle norme del settore edile sia nei lavori pubblici che in quelli privati».

La Fillea coglie l’occasione per «richiamare l'urgenza di un migliore e più efficace intervento coordinato degli Istituti ispettivi, come più volte auspicato e sollecitato dalla Fillea Cgil nelle varie sedi, come antidoto al manifestarsi e al consolidarsi di pratiche criminali sul nostro territorio. Siamo convinti, infine - così conclude la segreteria provinciale della Fillea - che una migliore e più concreta consapevolezza di fenomeni troppo a lungo sottostimati, anche da tutte le forze politiche, rappresenti una svolta effettiva nella battaglia civile per la difesa e la promozione di una maggiore e migliore legalità».

Dal canto suo, a proposito di Prefettura, Manuela Granaiola, appena rieletta senatrice del Pd, assicura il proprio impegno «per sollecitare un incontro con il Prefetto al fine di fare un punto sul fenomeno che le indagini e gli arresti hanno messo in luce».

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