Il dolore
In tanti per l’addio a Roberta
Santa Rita gremita per i funerali. Burlamacca a mezz’asta
VIAREGGIO. Chiesa di Santa Rita gremita, ieri pomeriggio, per l’ultimo saluto a Roberta Bartali. In tanti, tantissimi si sono voluti stringere intorno al figlio Gianmarco, al marito Giovanni, ai genitori, alla sorella, al cognato per quello che don Graziano Raschioni, parroco di Bicchio dove Roberta abitava, ha definito un «esodo» verso un’altra vita.
Ad accompagnarla in questo ultimo viaggio i compagni di una vita: gli amici della Vecchia Viareggio e della Darsena, quelli del Darsenasciò (ma erano presenti rappresentanti di tutte le compagnie teatrali dialettali legate al Carnevale), Luciano Tomei con molti figuranti del suo carro, chi l’aveva vista bambina prima e ragazza poi quando ancora abitava a Lido di Camaiore e chi invece ha imparato a conoscerla quando si è trasferita in Darsena. In chiesa anche tutto il cantiere Codecasa dove lavorava e che era diventata la sua seconda famiglia.
Commuoventi le parole pronunciate all’altare da chi ha avuto la forza di raccontare un ricordo, un aneddoto, un momento di gioia. E, fra le tante testimonianze, anche quella del professor Bertoli Riboli dell’ospedale San Martino di Genova, il medico che l’ha avuta in cura fin da quando - otto anni fa - Roberta ha dovuto fare i conti con il cancro. «Una donna eccezionale».
Anche la Fondazione Carnevale ha voluto rendere omaggio a Roberta Bartali. In segno di lutto, dalla mattina fino all’ora delle esequie, la bandiera di Burlamacco sul pennone di piazza Mazzini è rimasta a mezz’asta. (cla.ve.)
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