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Profughi sfrattati, protesta alla Ficaia

Profughi sfrattati, protesta alla Ficaia

Dal 1° marzo diciotto persone provenienti dalla Libia non avranno più assistenza né alloggio

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MASSAROSA. In presidio, al freddo, davanti al municipio, per quasi un giorno e mezzo. È iniziata mercoledì sera la protesta di un gruppo di profughi libici ospitati negli ultimi due anni nella struttura della Ficaia di don Bruno. Chiedono il rispetto degli accordi presi col Comune, ossia una buonuscita dignitosa per poter sperare in un futuro decente.

La storia inizia 16-17 mesi fa. Quando sulle coste italiane (Lampedusa nello specifico) sbarcano migliaia di profughi in fuga dalla guerra in Libia. Diciotto di questi giovani vengono accolti a Massarosa: gente che viveva in Libia, ma proveniente da Bangladesh, Nigeria, Senegal, Mali, Guinea Bissau. Negli occhi avevano ancora le immagini della guerra da cui erano appena scappati, ma col tempo si integrano nella struttura di don Bruno, imparano l'italiano e qualche mestiere. Tre di loro prendono anche il diploma di lingua italiana all'Università per stranieri. Ma l’armonia dura poco. Dal primo marzo infatti Prefettura e Cei non garantiranno più assistenza e soprattutto alloggio. E offrono, per ogni profugo, 500 euro. Qui entra in gioco il Comune di Massarosa, fino a quel momento non attivo nella vicenda. I 18 profughi infatti sono tutti regolari in Italia, e residenti a Massarosa: un caso sociale che rischia di esplodere. «Per questo - spiega l'assessore al sociale Simona Barsotti - siamo intervenuti: ci troviamo all'improvviso 18 persone senza lavoro e senza alloggio. Abbiamo quindi trovato un accordo con i profughi: noi aggiungevamo a quei 500 euro altri 6-700 euro. E loro avrebbero firmato un documento per rinunciare a qualsiasi altra pretesa». Ma l'accordo salta. «Per la prefettura - spiega Barsotti - non si possono dare più di quelle 500 euro stabilite dal Ministero». Da qui la protesta. Mercoledì sera davanti al Municipio. E ieri prima alla Ficaia, poi di nuovo davanti al Municipio. Alla Ficaia si sono presentati infatti carabinieri e agenti della municipale. Ma i profughi hanno rifiutato i 500 euro e si sono rifiutati di firmare qualsiasi documento. «Abbiamo una riunione urgente in prefettura - dice Barsotti - proprio per risolvere questo problema. Che non riguarda solo Massarosa ma anche Lucca, Capannori e Fornaci».

Marco Pomella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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