Sicurezza
Pioppogatto, bando per venti assunzioni
Sarà pubblicato nella prima settimana di marzo per formare una graduatoria Garruto (Vera): mai concordato il passaggio diretto dei lavoratori ex Veolia
MASSAROSA. Il bando arriverà a giorni, per la prima settimana di marzo, e sarà utilizzato per formare una graduatoria dalla quale la nuova società “vera” che gestisce l’impianto di Pioppogatto potrà assumere i dipendenti necessari. Che non supereranno le venti unità quando l’impianto di compostaggio sarà a regime. Con queste parole Francesco Garruto, amministratore delegato di “Vera”, gela le speranze dei 36 lavoratori ex Veolia che ancora attendono di capire se avranno o meno un posto di lavoro ed in che tempi.
Il numero indicato come necessario - non più di venti - già la dice lunga su una vicenda che era iniziata in piena estate, lo scorso anno, con politica e sindacati tutti intenti a promettere garanzie per tutti i lavoratori. Quelli di Pioppogatto così come quelli di Falascaia, l’ineceneritore ormai chiuso. «Non è mai stato detto a questi lavoratori - sottolinea con forza Francesco Garruto - che “Vera” li avrebbe assunti a Pioppogatto. Tanto che nel Piano economico e finanziario che è stato presentao si parla esattamente di un numero di venti dipendenti».
Quelli che sono già al lavoro - e che erano necessari per riaprire l’impianto - «sono stati chiamati in base ai curriculum, visto che la nuova società aveva bisogno di tempo prima delle altre assunzioni da farsi mediante selezione pubblica». Alla quale, se vorranno, parteciperanno anche i 36 dipendenti ex Veolia al momento rimasti senza un psoto di lavoro. «Siamo una società di diritto privato - ricorda l’amministratore delegato di “Vera” - ma partecipata degli enti pubblici e così ci impone di agire la legge. Non solo per l’occupazione, visto che sul fronte degli acquisti, per fare un esempio, ci regoliamo in base al codice degli appalti pubblici».
Insomma: non ci saranno 36 posti di lavoro e nessuno dei venti che “Vera” ritiene necessari per Pioppogatto entrerà al lavoro con passaggio diretto. Intanto, a giugno scade la cassaintegrazione straordinaria, ottenuta proprio in base al legame tra la società pubblica nata per rilevare l’impianto e la società privata (la multinazionale Veolia) che lasciava l’Italia e dismetteva i propri impianti. Dall’estate ad oggi si è sempre parlato (i sindacti, i sindaci) di passaggio diretto dei lavoratori. Anche se gli stessi dipendenti ex Veolia hanno più volte sottolineato che le garanzie in merito non erano così chiare come avrebbero dovuto essere.
Ora, tempo pochi giorni, dovranno “armarsi” di curriculum e mettersi in fila insieme a tutti gli altri che la cirsi porterà a bussare alle porte della gardutaoria di “Vera”.
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