Il Tirreno

Versilia

l’una hotel: «superiamo la spagna»

di Matteo Tuccini

CAMAIORE. Auto in colonna all’ora di pranzo. Strade chiuse e divieti di sosta un po’ ovunque. Il giorno del Gran premio di ciclismo porta, oltre a tanti appassionati al seguito della corsa, un...

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CAMAIORE. Auto in colonna all’ora di pranzo. Strade chiuse e divieti di sosta un po’ ovunque. Il giorno del Gran premio di ciclismo porta, oltre a tanti appassionati al seguito della corsa, un discreto numero di proteste da parte dei cittadini. Arrabbiati per le code che - soprattutto sulla provinciale per Camaiore - hanno causato disagi.

Nel mirino, ovviamente, non c’è tanto la manifestazione. Quanto la scelta di anticiparla a febbraio, rispetto al tradizionale agosto. E l’idea di svolgerla in un giorno lavorativo, anziché di sabato o domenica, non va giù. Anche se gli sportivi ricordano come nelle stagioni precedenti la manifestazione non si svolgesse affatto nei fine settimana, bensì nei giorni feriali. D’altra parte, il fatto che fosse in estate garantiva comunque un buon numero di visitatori tra i turisti.

Il Comune, però, rispedisce al mittente le critiche. Difendendo a spada tratta la scelta. «Grazie a questa nuova collocazione del Gran premio di Camaiore - spiega l’assessore a sport e cultura Veronica Cortopassi - abbiamo riempito gli alberghi della zona. La manifestazione, infatti, porta con sé una carovana di persone. Questo ha consentito alle nostre strutture ricettive di fare un buon numero di presenze a febbraio, cioè del tutto fuori stagione, invece che ad agosto».

Insomma: la famosa “destagionalizzazione”, di cui si parla da anni in Versilia senza mai raggiungerla veramente, secondo il Comune di Camaiore è questa. «E il risultato di visibilità mediatica, con la visione della corsa su Raisport, è ottimo. Non solo per noi, ma per l’intera Versilia».

Tra l’altro, secondo l’assessore Cortopassi fare la corsa a febbraio garantisce una migliore qualità del Gran premio stesso, perché si sfrutta la freschezza dei corridori: «Un conto - dice - è veder partecipare i corridori a una manifestazione che va verso la fine della stagione, quando sono stanchi e forse pensano già ai prossimi impegni. Un altro paio di maniche è ospitarli quando la stagione sportiva è al via, e c’è la voglia da parte di tutti loro di partire alla grande».

Tutte queste sono motivazioni condivisibili. Ma cosa raccontano gli amministratori a chi si arrabbia perché sta in coda, o perché deve lasciare l’auto lontano da casa? «Capisco i cittadini - replica Cortopassi - io abito sul viale Colombo e ho dovuto lasciare anch’io l’auto un po’ più in là. Mi sono fatta qualche passo a piedi, tra l’altro in una giornata calda e di sole pieno. Non mi sembra un dramma. E poi bisogna chiedersi cosa si vuole da un’amministrazione comunale. Si pretendono scelte precise, ma farle significa sempre scontentare qualcuno. Per quanto mi riguarda, a fronte di una scelta che paga, mi sento di dire che abbiamo fatto bene nonostante qualche disagio. Il gioco, insomma, vale la candela. E vi dirò di più - conclude - d’ora in avanti dovremo fare così per tutti gli appuntamenti che abbiamo a Camaiore e in Versilia. Bisogna domandarsi qual è la loro collocazione e la loro organizzazione migliore, e se necessario ripensarle. Altrimenti non riusciremo mai a ottenere il massimo dalle nostre potenzialità».

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