Finanza
L’imprenditore vittima e complice del clan
Stefano Di Ronza, 52 anni, dopo essere stato taglieggiato avrebbe cominciato a segnalare alla banda i colleghi più facoltosi da sottoporre a estorsione
VIAREGGIO. Le imprese edili dei due fratelli Di Ronza non sono coinvolte nell'inchiesta condotta dalle Procure antimafia di Napoli e Firenze. Ma ieri la Squadra mobile di Massa si è presentata a casa di Stefano Di Ronza per eseguire l'arresto. Di Ronza, 52 anni, nato a Gricignano di Aversa, in provincia di Caserta, è residente a Marina di Massa da circa 30 anni. Per lui le accuse sono associazione a delinquere di stampo camorristico (416 bis), in quanto affiliato al clan dei Casalesi. Pur non essendo inserito nell'associazione - si legge nell'ordinanza del gip Tullio Morello - «ha agito nella consapevolezza delle rilevanza causale dell'apporto reso e della finalizzazione della sua attività al raggiungimento degli scopi dell'organizzazione criminale dei casalesi, fornendo un costante e rilevante contributo con gli appoggi logistici agli affiliati e l'intermediazione nelle estorsioni in danno di imprenditori della Versilia di origine campana».
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti lo stesso Di Ronza era stato taglieggiato. Ma era poi riuscito a beneficiare della protezione dei casalesi (per esempio assumendo un detenuto del clan per fargli ottenere gli arresti domiciliari) «riuscendo anche ad imporsi nel settore edilizio ai danni di altri imprenditori della sua zona particolarmente facoltosi». Di Ronza, secondo le accuse, estorceva denaro ad altri imprenditori: a Lucca, Viareggio, Querceta e in qualche caso, secondo la Questura davveromolto eclatante, anche a Massa Carrara. Tra i beni sequestrati nell'operazione risultano anche palazzine, appartamenti e sedi di aziende intestate a Di Ronza.
Stefano Di Ronza si trasferisce in provincia di Massa Carrara alla fine anni Ottanta, prende casa a Marina di Massa e mette su famiglia, moglie e figli, oltre che un impero immobiliare. Fonda quattro imprese a partire dagli anni Novanta, ma le più risalgono al 2008: la D.S.G Costruzioni, la Dir Group Srl, la Fingest srl e la Finkesal . Negli stessi anni anche il fratello Giovanni Di Ronza, completamente estraneo alle indagini, si mette a capo di quattro aziende, tra cui la grande Impregeco Edilizia srl, compartecipata da capitale russo, da cui partono le ristrutturazioni dei più importanti edifici tra Viareggio, Forte dei Marmi, Marina di Massa e Carrara. Secondo le indagini, sono tutte "aziende di famiglia"comandate direttamente o indirettamente da Stefano Di Ronza, il cervello pensante.
Così nel ricordo anche di Gianfrancesco Parenti, avvocato della "Finedil", l'importante impresa immobiliare: «Da molti anni non abbiamo più rapporti con i Di Ronza», spiega Parenti. Che continua: «Ricordo di aver sentito parlare di Giovanni come capocantiere, mentre Stefano teneva i rapporti con le imprese». Uomini d'oro i due fratelli, negli anni in cui il mattone a Viareggio tirava. Uomini da 20-25 appalti l'anno, così rimanda il tam tam dell'edilizia in città.
(ha collaborato
Manuela D’Angelo)
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