Indimenticabili quelle sfilate di quand’ero ragazzo
Lo stilista Rebecchi, il manager Buonomo ed Egistino Olivi ricordano le emozioni dell’adolescenza tra carri e maschere
VIAREGGIO. Il carnevale è una manifestazione che lascia un segno indelebile nell’adolescenza. Basta abbandonarsi ai ricordi ed è impossibile non perdersi in aneddoti ed emozioni uno più indimenticabile dell’altro.
Per lo stilista Massimo Rebecchi, ad esempio, il Carnevale è stato una festa che non solo lui ma tutta la città attendeva con trepidazione. «Era l'occasione per ritrovarci con gli amici - ricorda - con i quali uscivamo tutto l'anno e in particolare per il Carnevale. Era un motivo in più per divertirsi insieme. È sempre stato un rito che ho vissuto con lo spirito giusto e anche a scuola dedicavamo tanta attenzione al carnevale. La città era in festa e le maschere sparse in ogni luogo davano proprio l'idea della partecipazione collettiva. Questo è un periodo in cui tutti dovrebbero sentirsi attori e protagonisti».
E il Carnevale di oggi come lo vivi? «Ho la fortuna di poterlo ammirare dalla terrazza di uno dei negozi in Passeggiata, dove la domenica in occasione dei corsi ospito i miei amici, e da lì abbiamo l’opportunità di scattare foto magnifiche. Se mi manca quel periodo in cui da ragazzo andavo con gli amici sui viali a mare? Un po' sì, perché significa essersi lasciati alle spalle anche la gioventù e poi forse allora c'erano meno problemi di oggi, per tutti. Il carnevale serve anche per sorridere e addolcire un po’ la vita».
Anche per l’amministratore delegato del cantiere navale Codecasadue, Ennio Buonomo, i ricordi giovanili del carnevale sono ancora ben impressi nella sua memoria. «Sono stato a scuola con Roberto Galli, figlio del costruttore Arnaldo Galli - dice - quindi praticamente ho vissuto la competizione che c'era tra Galli e Baroni con Avanzini, autosider. In certi momenti ho avuto la possibilità di assistere alla nascita del carro negli hangar. Dopo, vederlo sfilare sui viali a mare, faceva un effetto straordinario. Più in generale però ho vissuto il carnevale come facevano i ragazzi della mia età, con Beppe Bugia, purtroppo scomparso, che era un trascinatore e carnevalaro doc».
Per Egistino Olivi, infine, icona del carnevale, questa è una manifestazione che dura in pratica 365 giorni. «Tutta la mia famiglia ama il Carnevale - dice - ed era inevitabile che avendo assaporato il profumo dei coriandoli fin da bambino sarei inevitabilmente divenuto uno dei protagonisti prendendo parte a varie Canzonette dei Rioni, ma più che altro vivendo come tanti viareggini in prima persona questa grandissima festa. La bellezza dei rioni, oltre che delle sfilate sui viali a mare, è unica. Oggi quando sento sui carri suonare e cantare “Come un coriandolo”, una delle canzoni che ho interpretato, provo tanta emozione. Nelle vene scorrono coriandoli, a me poi il Carnevale dà una carica interiore enorme».
Roy Lepore
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