Sicurezza
Agguato al Varignano, 4 in manette
La squadra mobile arresta i membri del clan Saetta: dopo uno sgarro spararono a un romeno in via Paladini
VIAREGGIO. Sei colpi di pistola per punire l’autore di uno sgarro. Per l’episodio che il 25 ottobre 2011 terrorizzò il Varignano arrivano quattro arresti che, grazie alle indagini effettuate dalla squadra mobile della polizia, danno un colpo al clan Saetta. Le indagini sono legate all’operazione contro le infiltrazioni camorristiche in Versilia .
Ieri mattina i poliziotti lucchesi, con l' ausilio dei colleghi della squadra mobile di Firenze e del commissariato di Viareggio hanno arrestato i vertici del clan già finito sotto i riflettori la scorsa settimana per una vicenda legata all’usura, su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Firenze. In manette sono finiti Vincenzo Saetta detto Enzuccio, 42 anni, Alessandro Discetti40 anni (cognato di Vincenzo Saetta e "numero due" del clan), Marco Saetta 34 anni, (fratello di Vincenzo) e Angelo Pizzi 45 anni.
I quattro sono accusati, tra l’altro, del tentato omicidio - per gli inquirenti aggravato dal metodo mafioso - del romeno Stefan Petrovici Stefan, 35 anni residente a Viareggio al quartiere Varignano. Per Discetti e Vincenzo Saetta ci sono anche le accuse di rapina, lesioni personali e porto di oggetti atti ad offendere.
L’episodio contestato è avvenuto nell’ottobre 2011 al Varignano e, secondo gli inquirenti, sarebbe legato a un affare non andato in porto.
Lo zio di Saetta aveva infatti acquistato una Mercedes Ml in leasing. Saetta aveva poi dato l’auto a Petrovici per poi fingere che fosse stata rubata. In questo modo Saetta avrebbe avuto i soldi dell’assicurazione in cambio di 17mila euro dati al rumeno.
Ma qualcosa nell’affare era andato storto. E così i membri del gruppo avevano deciso di ounire il rumeno, malmenandolo in piazza Carlovy Vary al Varignano e rubandogli una collanina d’oro.
Ma il romeno non si sarebbe fatto intimidire e, dopo aver fatto denuncia contro ignoti, il giorno successivo si sarebbe presentato sotto casa di Saetta assieme ad alcuni connazionali invitandolo ascendere per vendicarsi. Ma l’uomo è rimasto chiuso in casa. Per ripicca il rumeno ha fatto un buco nel Suv di Saetta.
A quel punto il clan avrebbe pensato di realizzare una vendetta ancora più “convincente”. Così il gruppo dei Saetta a bordo di due scooter si è messo alla ricerca del Petrovici, poi trovato in via Paladini a poca distanza dalla parrocchia.
A quel punto gli aggressori hanno esploso sei colpi con una pistola calibro 7,65 contro la Bmw Petrovici StefanTre proiettili hanno colpito l’uomo alle gambe: una vera e propria gambizzazione. Il romeno fu salvato con un intervento chirurgico d' urgenza all’ospedale unico della Versilia.
Secondo gli investigatori a sparare fu materialmente il Discetti, considerato il "picchiatore" del gruppo criminale. Con lui a bordo dello scooter c’era Angelo Pizzi. per la polizia i due agirono su mandato di Vincenzo Saetta e con l' appoggio logistico del fratello Marco.
Subito partirono le indagini, anche perché la polizia aveva subodorato problemi. E dopo attente ricerche la squadra mobile ha raccolto abbastanza elementi da convincere la procura (i pm che si occupano della questione sono Aldo Ingangi e Giulio Monferini) a chiedere gli arresti.
Le indagini sono state portate avanti con appostamenti e pedinamenti all’interno del mondo criminale. In mano degli inquirenti ci sono anche intercettazioni in cui si parla dell’avvenuto. E così il capo della squadra mobile Virgilio Russo ha parlato di «indizi granitici».
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