Il Tirreno

Versilia

Addio a Roberta, il sorriso più dolce del carnevale

di Claudio Vecoli
Addio a Roberta, il sorriso più dolce del carnevale

Scenografa e pittrice, aveva scritto alcune tra le musiche più belle della Canzonetta dei Rioni. La Darsena in lutto

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VIAREGGIO. È volata in cielo leggera come un coriandolo. Portandosi dietro quel carico di allegria ed entusiasmo che riusciva a trasmettere a tutti quelli che avevano la fortuna di vivere intorno a lei. Roberta Bartali, quarantadue anni, da ieri notte non c'è più. Ma - c'è da scommetterci – domenica pomeriggio da lassù in alto non si perderà lo spettacolo dell'ultimo corso di Carnevale. E saluterà con la mano, uno ad uno, tutti i figuranti del carro di Luciano Tomei di cui aveva voluto disegnare i costumi e del quale, con il marito Giovanni, aveva firmato anche la colonna sonora. E li inviterà a non piangere per lei. E a sorridere alla vita.

Roberta, del resto, era fatta così. Da otto anni, ormai, combatteva contro un male terribilmente più ostinato di lei. Eppure anche quando entrava e usciva dai principali centri specializzati d'Italia - e non sempre con buone notizie al seguito – era lei a darti coraggio, a trasmetterti quella forza e quella serenità che neppure il cancro è mai riuscito ad intaccarle. Neanche nelle ultime settimane, quando i referti delle analisi lasciavano intravedere un futuro sempre più complesso e difficile. E al secondo corso, mascherata con quei costumi che lei stessa aveva progettato, ha voluto sfilare nel corteggio davanti al carro dell'amico Luciano.

Dove trovasse quell'energia e quella determinazione è davvero difficile immaginarlo. Di certo molto ha fatto la sua straordinaria voglia di vivere unita ad una fede vera e profonda. Ma una molla portentosa per andare avanti senza scoraggiarsi mai sono stati anche gli affetti più cari: in primis Gianmarco, il figlio di undici anni che adorava, e il marito Giovanni Madonna, con cui ha davvero condiviso le gioie e i dolori di una vita matrimoniale sempre fianco a fianco, anche quando lui - comandante di yacht - si trovava a migliaia e migliaia di chilometri di distanza.

Una vita troppo breve, quella di Roberta. Ma certamente intensa. E ricca di soddisfazioni. Innanzitutto nel lavoro, ai cantieri navali Codecasa in Darsena, dove da semplice segretaria era presto diventata “una di famiglia” a cui tutti volevano bene. Ma dove si era fatta valere anche da un punto di vista squisitamente professionale, tanto da diventare addetta alle relazioni con la stampa, ruolo certamente delicato in una azienda come Codecasa.

Ma è indubbiamente il mondo del Carnevale quello che più le aveva dato soddisfazioni. Appassionata di musica, insieme al marito Giovanni ha composto decine di canzoni. E per ben quattro volte ha vinto la Canzonetta dei Rioni sotto i colori della Vecchia Viareggio, il rione da cui – lei darsenotta originaria di Lido di Camaiore – era stata adottata. Quattro vittorie tutte importanti e tutte belle. Anche se il brano di cui più andava orgogliosamente fiera era quel “Burlamacco robot” diventato canzone ufficiale del Carnevale 2010 e trasformatosi anche in una sorta di personaggio immaginario amatissimo dai bambini.

Amante della pittura, per diletto aveva contribuito anche alla realizzazione delle scenografie delle ultime edizioni del Darsenasciò, la canzonetta del gruppo teatrale Darsena che per anni è stata ospitata nel cartellone ufficiale del Carnevale di Viareggio.

Ora che Roberta non c'è più sono in tanti a piangerne la scomparsa. Ieri mattina, all'obitorio dell'ospedale Versilia, il continuo via vai di amici è stata una ulteriore dimostrazione di quanti le volessero bene. E di certo oggi alle 15, nella chiesa di Santa Rita al Campo d'Aviazione, saranno ancora di più quelli che si vorranno stringere intorno al marito, al figlio, ai genitori e alla sorella per un ultimo, affettuoso saluto.

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