Sicurezza
La rendita schiaccia il «Piemontese»
Fine contratto per il panificio aperto più di mezzo secolo fa in via Piave. Silvestri: cerco una nuova sede, ma è difficile
FORTE. In attesa che dopo le feste si tirino i primi bilanci di quanti negozi hanno chiuso i battenti e di quanti invece resisteranno ancora o subentreranno, questa fine d’anno è amara anche perché, dopo più di cinquant’anni, tirerà giù definitivamente la saracinesca il Panificio Piemontese di via Piave, un forno che era una vera istituzione per quell’angolo della vecchia Forte dei Marmi alla cui scuola si sono affinati fior di fornai, e soprattutto uno dei pochissimi panificatori diretti e sul posto ancora presenti in città.
In questi anni alcune belle “boutique del filoncino” hanno aperto i battenti in vari angoli del paese, ma senza avere alle spalle del bancone il fascino dell’impastatrice e le bocche del forno.
L’onere non certo gradito di chiudere questa avventura è toccato a Tiziano Silvestri e alla moglie Cristina Pardini che da molti anni gestivano la celebre panetteria di via Piave.
«Io ho iniziato a lavorare alla Panetteria Piemontese nel 1988 come dipendente, ben ventiquattro anni fa, - spiega Tiziano mentre carico di rimpianti si appresta a smontare le strutture del panificio - poi dal gennaio 1995 siamo subentrati noi dipendenti fino al 2000, e di lì in poi siamo rimasti soli io e mia moglie.
« La nostra avventura lavorativa cessa adesso per scadenza del contratto, come accade a molte attività fortemarmine negli ultimi tempi».
E quel Piemontese nel nome da che deriva?
«Il panificio era lì in via Piave all’angolo con via Ponchielli con quel nome da sempre, e l’attività, era stata avviata dallo zio e dalla zia degli attuali proprietari ed anche il nome era rimasto lo stesso per una loro richiesta».
E adesso dopo tante notti a impastare la farina cosa farete?
«Non lo so ancora – conclude Silvestri - perché abbiamo provato a cercare, ma non è un momento facile, tant’è che stiamo seriamente prendendo in considerazione anche la possibilità di cambiare totalmente tipo di lavoro».
In realtà con la rarità di bravi fornai non sarà difficile trovare un panificio disposto ad accoglierlo.
Più difficile per Forte dei Marmi riuscire a ricostruire un tessuto commerciale «normale».
Nessuna attività, ripetiamo normale, riesce più a resistere alla fine del contratto, quando la speculazione fondiaria chiede affitti sempre più alti.
Il risultato è la fine del panificio Piemontese, come di altri negozi normali.
L’unico, al momento, a salvarsi è stato l’alimentari I Parmigiani. Dopo la disdetta del contratto la gastronomia è un po’ in ritardo sui lavori. Se la speranza di riaprire prima di Natale è svanita, i titolari sperano di potere alzare presto la saracinesca. I nuovi Parmigiani sarà anche luogo dfi degustazioni.
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