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Versilia

L’Asl Versilia a rischio smantellamento

di Matteo Tuccini
L’Asl Versilia a rischio smantellamento

La Regione annuncia i primi accorpamenti a marzo: vicina la fusione con Lucca. Ma non se andranno solo i vertici...

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VIAREGGIO. «L’Asl 12 Versilia non rischia di essere tagliata». Quante volte abbiamo sentito questa frase, pronunciata dai vertici (vecchi e nuovi) della stessa azienda sanitaria? Molte. Ebbene: la smentita più clamorosa di queste parole è arrivata proprio dal presidente della Regione Enrico Rossi e dal suo assessore alla sanità Luigi Marroni. Che hanno dato il “la” alla riduzione delle Asl toscane, con Viareggio ed Empoli - le uniche due con sedi non capoluoghi di provincia - in cima alla lista di chi verrà smantellato.

Fusione con Lucca. La Versilia, insomma, perderà la sua “indipendenza” da Lucca. Già, perché pare scontato che la fusione sarà col capoluogo di provincia, a meno che non si costituisca una provincia ancora più grande, e quindi la fusione sia anche con Massa.

Un accorpamento che avverrà, probabilmente, a marzo o al massimo ad aprile. Le Asl, comprese quella versiliese, avranno infatti due mesi di tempo per presentare un piano sulla sanità locale. Dopodiché la Regione provvederà alla riorganizzazione: termine assai usato a Firenze, che significa sforbiciata.

Addio ai direttori. Che cosa comporterà questa riorganizzazione per i cittadini? All’apparenza nulla. Secondo le indiscrezioni più vicine alla Regione, pare che si provvederà a tagliare solo i vertici. Meno direttori, insomma, con un risparmio sugli stipendi importante: basti pensare che per ogni azienda sanitaria c’è un direttore generale che guadagna 140mila euro all’anno, un direttore amministrativo che ne prende 120mila, un direttore sanitario che ne incassa 110mila. Togliendo solo questi, sono 300mila euro che resterebbero in cassa. E si farebbero felici i sindacati - e i cittadini - che chiedono da anni di risparmiare su poltrone e stipendi, anziché sui servizi.

Reparti a rischio. Ma è chiaro che non può essere e che non sarà così. Esattamente come la questione dell’addio all’autonomia dell’Asl, è un po’ il segreto di Pulcinella: la Regione intende risparmiare 200 milioni di euro col nuovo piano di riforma, e non può farlo a meno di non tagliare nella carne viva delle aziende sanitarie. Cioè i servizi e il personale che ogni giorno lavora negli ospedali e nei distretti.

Si aprono, perciò, tutta una serie di interrogativi. Sicuramente si punterà a ridurre i primari, ragionando in termini di Asl più grandi, se non addirittura di area vasta. E come si fa a ridurre i primari se non si accorpano i reparti? Perciò, dato che l’ospedale Versilia perde il suo centro direzionale, è evidente che qui - e non nei nuovi presidi di Lucca e Massa, che saranno più grandi - sarà più facile intervenire sia sulle direzioni che sugli organici. Alla faccia di tante rassicurazioni date con troppa leggerezza.

«Si va a tentoni». «Il nostro presidente Rossi ripete gli allarmi sulla sanità - afferma Milziade Caprili, ex senatore e presidente della Croce Verde di Viareggio - Da marzo scompariranno le Società della salute: prima sì, poi no, poi forse. Finalmente sembra sia stata assunta una decisione. Ma la novità riguarda le Asl. Dice Rossi: “Anche 20 aziende sanitarie sono troppe”. Ci hanno dipinti come allarmisti quando abbiamo avanzato la preoccupante valutazione che si lavorasse all’accorpamento delle Asl. Non sappiamo come, quando (entro aprile verrà presentato il piano) e quali accorpamenti ci saranno. Sappiamo che il dado è tratto e che forse non proprio una bella notizia. Auguri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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