La manifestazione
Capodanno in montagna C’è gente, ma non troppa
Da Pruno a Pontestazzemese fino ai rifugi di Mosceta e dell’Alpe della Grotta tanti locali sono pronti per il cenone, ma nessuno è ancora esaurito
SERAVEZZA. Parlando del Capodanno vengono in mente le feste in città, con le piazze colme di gente, e i fuochi pirotecnici; o serate eleganti dove si brinda a champagne tutti tirati a lucido. C’è invece chi, come ogni anno, sceglie tutt’altro luogo per passare la notte di San Silvestro. Con scarponi e zaino in spalla si incammina verso un rifugio di montagna per chiudere il 2012 con la quiete più assoluta e incominciare l’anno nuovo con un’escursione sulle Apuane. E per chi ama la comodità, ma vuole godersi un Capodanno nei paesini dell’Alta Versilia, ci sono molti locali che offrono cenone e camera da letto. I più ambiti sono i rifugi dello stazzemese. A Mosceta, alle pendici del monte Pania, è praticamente tutto esaurito, nonostante la neve sia a pochi passi e le condizioni climatiche previste per il primo di gennaio non siano delle migliori.
«Una quarantina di persone ha prenotato per la notte di San Silvestro, gli altri 8 posti liberi credo in serata saranno confermati”, spiega Stefano Frasca gestore del rifugio Del Freo. Tra questi ci sono sia giovani che famiglie, e alcuni di questi, i più attrezzati, il primo dell’anno se ne andranno sulla cima della Pania. Al rifugio del Freo hanno organizzato anche il cenone.
«Antipasto di crostini – continua Frasca - due primi (crespelle al forno e zuppa di zucca), secondo con cotechino, stufato di manzo e lenticchie». L’altro luogo ambito, nascosto tra i boschi sotto il Monte Procinto, è il rifugio Forte dei Marmi. Qui non sono riusciti a fare il tutto esaurito ma a mezzanotte si farà il conto alla rovescia.
«Abbiamo ancora dei posti liberi: ci sono state meno prenotazioni rispetto all’anno prima», commenta la titolare Barbara. Al rifugio Forte dei Marmi la serata sarà ancora più semplice, con il menù alla carta.
«Chi ha scelto di venire quassù – continua Barbara – domattina si farà una gita sul Procinto o sul monte Nona». Poi ci sono i ristoranti nei paesi di Stazzema. Sarà l’immaginario collettivo con il quale ci raffiguriamo le feste di fine anno, sperduti chissà dove in un paesaggio innevato, ma i locali di montagna in questi periodi fanno sempre tendenza. Tra i più conosciuti c’è il Poveromo di Pruno che è già esaurito da dieci giorni.
«Quest’anno d’accordo con i miei clienti abbiamo deciso di fare un cenone a buffet – spiega il titolare Vasco – così da poter avere anche un costo più basso».
Il menù prevede piatti particolari e tradizionali. «Abbiamo il classico cotechino e lenticchie, il coniglio con il ripieno di castagne, il risotto con il petto d’anatra e le cime di rape, infine salumi della Garfagnana e pecorino di Pienza. Come dolce Mantovana e panettoni artigianali».
Al Poveromo la notte di San Silvestro andrà avanti fino alle 8 di mattina e ad una cert’ora pizza per tutti. A La Pania a Pontestazzemese e al Vallechiara a Levigliani oltre al cenone con musica da vivo ci sarà la possibilità di pernottare. E qualcuno ha deciso proprio di fare così, per tornare a casa solo dopo aver smaltito la cena e il vino. «Le nostre dieci camere – spiega Piera, titolare del Vallechiara - sono state già tutte prenotate. Sono nostri clienti abituali che vengono qui a festeggiare da 20 anni. Il nostro menù è molto tradizionale, con carne alla grigia, agnello fritto, lenticchie e tordelli che ci sono stati espressamente richiesti».
Mentre il ristorante La Pania ha avuto per la prima volta alcune camere prenotate.
«Per il cenone non abbiamo tantissime persone come l’anno scorso – spiega Giulia che gestisce La Pania – la serata si aprirà con un aperitivo, poi dopo i classici antipasti di terra, offriremo due primi con gnocchi e gamberetti, e tordelli; secondo coscio di vitella al forno con patate, e scampi e gamberoni alla griglia. Il tutto per 60 euro».
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