Sicurezza
Villa Puccini invasa dai turisti delle feste
Sono soprattutto gli italiani a fare tappa alla Casa Museo. Tra gli stranieri, bulgari e americani
TORRE DEL LAGO. Il mito del Grande Maestro si concilia con la voglia di cultura di chi trascorre le festività natalizie versiliesi non solo passando dallo shopping in boutique (sempre più raro) alle cene al ristorante. Quando la crisi morde, del resto, siamo indotti ad un consumo che ci dia una sorta di valore aggiunto. E la cultura è il cibo che soddisfa questo appetito.
È in questo solco che si insinuano le buone performance della casa-museo Villa Puccini, riaperta – dopo i restauri – a settembre. L'ultima erede del Maestro, Simonetta Puccini, è soddisfatta: per il volume delle frequentazioni e per la qualità di esse. «Abbiamo gente – conferma l’Ospite – E ce n’è stata anche il giorno di Natale».
In questo fine dicembre sono soprattutto gli italiani a mettere in agenda un tour alla casa museo. «Durante i mesi scorsi, invece – aggiunge la nipote del Compositore – italiani e stranieri si sono presentati in una rapporto di 50 a 50». I visitatori d’Oltralpe arrivano da tutta Europa: al top, spagnoli e bulgari; presenza assidua, quella degli americani.
Non si posa polvere insomma sul “ritratto” del Maestro: «C’è un grande interesse per la sua figura». E c’è un “misuratore” di appeal che non mente: i “book” della Villa dove chiunque può mettere giù un pensiero, fermare una sensazione, esprimere un commento. «Sono stracolmi – nota la padrona di casa – La frase che mi ha colpito di più? Quella di un bambino di sei anni che ha scritto “Anch’io mi chiamo Giacomo e da grande vorrei diventare bravo come te”».
Giovanna Mezzana
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