Proteste
«Viale chiuso? E noi facciamo la serrata»
In segno di protesta i commercianti minacciano la chiusura in massa per il 13 gennaio, prima domenica di traffico off limits
FORTE. Diciamolo francamente, il timore di molti è che il viale a mare possa trasformarsi ogni domenica mattina in un campo di allenamento, se non di assurda gara, tra cicloturisti patiti della velocità, ed ammaliati dal poter sfrecciare senza impedimenti da Marina di Massa fino al Pontile del Forte e ritorno. È questa la preoccupazione maggiore che fa il paio con il timore che la sottrazione dei parcheggi liberi lungo la litoranea, in prossimità del centro, finisca anche con il danneggiare il già barcollante commercio cittadino.
Giù le serrande. Due preoccupazioni che fanno salire la febbre agli imprenditori cittadini e che a molti di loro, qualche sera addietro, nel corso di una assemblea di commercianti, ha fatto anche balenare il fantasma di una serrata di protesta proprio in concomitanza della chiusura sperimentale del viale mare già programmata dalla Giunta dal 13 gennaio al 17 marzo prossimi. Di questo si è così discusso, ieri mattina, in municipio, nel corso dell’atteso incontro fra le categorie economiche e l’assessore alla polizia municipale e alla viabilità, Alessio Felici.
La linea di Palazzo civico. L’assessore ha illustrato gli intendimenti dell’Amministrazione comunale per questa iniziativa, che ha come obiettivo finale l’individuazione di strategie, tese all’alleggerimento del traffico automobilistico sul tessuto urbano del paese: «Chi si aspetta un viale a mare destinato alle sole attività ciclo-amatoriali - ha precisato Felici – sarà smentito dai fatti. Non vogliamo creare le condizioni di una pista riservata ai corridori ciclisti, piuttosto puntiamo a creare le condizioni per un modo diverso di fruire, sia pure per poche ore settimanali, il viale litoraneo, che deve tornare ad unire la città con la spiaggia, come hanno evidenziato anche i balneari, e non rappresentare quella cesura, seppure necessaria, costituita da questa arteria stradale intercomunale».
«Aspettiamo proposte». Consapevole - e già prima che la polemica deflagrasse – che l’iniziativa del viale off limit non sarebbe piaciuta al mondo del commercio – Palazzo civico cerca di lasciare da parte il fare impositivo: «C’è la massima apertura da parte nostra nel raccogliere indicazioni e collaborazioni - ribadisce l’assessore Felici - Perché il progetto possa essere apprezzato da tutti, c’è disponibilità ad esaminare in concreto eventuali problemi che la chiusura potrebbe indurre al centro storico. Ci auguriamo che le posizioni critiche dei commercianti– continua – in parte giustificate anche dalla difficile situazione in cui versa il settore, possano trovare un punto di incontro con il desiderio di quanti – e sono in molti – ambiscono a sottrarre spazi alle auto per dare una dimensione di vivibilità al nostro paese».
Ipotesi sospensione. «Capisco– continua l’assessore della Giunta Buratti – che questo provvedimento sperimentale possa essere percepito in maniera erronea, semplificando quella che è la proposta iniziale giunta dall’associazionismo, ma intendo rassicurare che così non è. Siamo convinti, infatti, che l’iniziativa possa essere apprezzata mostrando possibili evoluzioni per il futuro, e allo stesso modo, siamo pronti a sospenderla se il progetto non dimostrerà le potenzialità che vi abbiamo ravvisato».
Prossimi incontri. È probabile che nei prossimi giorni in agenda siano segnati alcuni incontri interlocutori proprio tra Comune e rappresentanti delle categorie del commercio: quanto meno, è la strada che indica l’assessore Felici per trovare un punto di convergenza. «Mi impegno a incontrare nuovamente le categorie economiche dopo i primi fine settimana di sperimentazione – conclude Felici - per verificare con esse l’effettivo impatto di questo intervento sul tessuto economico cittadino». Un eventuale serrata dei negozi del centro in concomitanza con la chiusura del litorale (che interesserà anche la litoranea di competenza dei comuni di Montignoso e Massa ndr.) sarebbe un vero choc per la città che in questo modo vivrebbe una frattura davvero difficile da sanare. C’è solo da augurarsi che nei prossimi quindici giorni si arrivi ad una soluzione che medi tra i propositi di quanti credono che si possa ridurre il traffico sul Forte, e quanti legittimamente aspirano a rilanciarne le fortune commerciali e di presenze di livello.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
