Sicurezza
L’amico Luciano era al suo funerale
Il patron è scomparso nel giugno del 2010: tutta l’imprenditoria viareggina al suo addio
VIAREGGIO. Al suo funerale c’era la Viareggio che conta. Ma in prima fila dietro la bara si notava soprattutto lui. Un industriale dalla crineria inconfondibile: Luciano Benetton.
Al di là del rapporto di affari erano amici veri. Da una parte il grande industriale italiano, l’uomo che aveva più negozi in tutti il mondo, più di Mc Donald’s. D’altra Fernando Talamoni, 77 anni quando scomparve, venditore ambulante partito dalla Lunigiana per fare fortuna. E che fortuna.
Con l’addio a Talamoni nella chiesa di Don Bosco, Viareggio dava l’addio all’uomo che aveva cambiato il volto della Passeggiata (per qualcuno non in meglio) e del commercio viareggino e toscano in generale.
Talamoni aveva negozi a marchio United Colors (ma anche Sisley, Max Mara, Guess, etc) in tutta la fascia alta della Toscana e in Liguria (Sarzana e Spezia).
Aveva negozi a Viareggio, Pietrasanta, Forte, Massa, Carrara, Pisa, Livorno, Lucca, Montecatini, Pontedera. Più che negozi dei veri e propri megastore.
Si parla, per approssimazione, di oltre 60 negozi per un totale di 500 fra dipendenti e associati in collaborazione.
Ma la sede era Viareggio, nel palazzo di via Fratti dove sono – anzi dove erano –i Magazzini della Versilia.
Il suo capolavoro, senza dubbio, fu la ricostruzione della Galleria Nettuno in Passeggiata. Ad inaugurare nel 2006 il nuovo United Colors of Benettone venne Luciano Benetton in persona.A Viareggio, come sempre, la cosa passò inosservata. Invece la presenza di Benetton fece scalpore. Milano Finanza ricordò che l’ultimo store inaugurato da Luciano fu un fatto storico. Era il 1996 e a Cuba si apriva il primo negozio Benetton. All’Avana, a fianco di Luciano, c’era Fidel Castro. Tanto per capire quanto valesse l’apertura di Viareggio (e di fronte c’era il più grande negozio di Guess d’Italia, tanto per gradire)
Questo per capire quanto il gruppo tenesse al rapporto col Fernando Talamoni, ma anche al nuovo negozio viareggino.
Perchè era un negozio con uno stile nuovo, più da boutique, più glamour. Aveva uno scopo ben preciso: testare se il marchio, con un look più alto di marca, fosse in grado di contrastare nuovi marchi, a partire dallo spagnolo Zara, che molti fan fra i giovani ha sotratto al gruppo di Ponzano Veneto.
Per questo Luciano Benetton in un caldo pomeriggio di giugno era sceso a Viareggio per salutare l’amico.
Al funerale la vedova, la figlia Monica, il nipote Stefano che già seguiva l’attività dell’impero di famiglia.
Alla morte di Talamoni la crisi del settore commercio, in particolare nell’abbigliamento era già scoppiata e forse l’impero commerciale era arrivato alla sua massima espansione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
