Il Tirreno

Versilia

Piazza Shelley, auto scassinate a Natale

di Giovanna Mezzana
Piazza Shelley, auto scassinate a Natale

Solo pochi giorni fa un residente aveva chiesto al Comune di illuminare la zona lasciata buia dopo lo stop al cantiere

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VIAREGGIO. Si sente un po' Cassandra Riccardo Mozzi, residente in piazza Shelley: aveva messo in guardia gli amministratori di Palazzo civico due settimane fa sul rischio di scorribande notturne nella piazza, semibuia, ormai, da quando sono cominciati i lavori di ristrutturazione. I suoi timori non erano campati in aria: nella notte tra il 23 e il 24 dicembre, ladri-vandali hanno preso di mira le automobili parcheggiate; bottino magro, pare solo pochi spiccioli, ma danni che ammontano a diverse centinaia di euro per i proprietari delle vetture in sosta (tra cui la sua e le rispettive quattro ruote di due suoi vicini di casa).

Prima missiva inviata. È la metà di dicembre quando Mozzi scrive al commissario prefettizio Domenico Mannino. Partiti all'inizio di settembre, i lavori di rifacimento della piazza sono fermi da tempo - secondo quanto ci riferisce chi abita in zona - e Mozzi, in qualità di residente di piazza Shelley, cerca di accendere i riflettori sui problemi e i rischi conseguenti allo status quo: «Al commissario prefettizio ho sollecitato una maggiore illuminazione della piazza, che la sera e la notte è buia - descrive Mozzi - Gli ho scritto che sarebbe bastata anche un'illuminazione provvisoria, da cantiere: l'importante era che venisse illuminato almeno il tratto dei marciapiedi». La missiva cade nel vuoto. E piazza Shelley rimane al buio.

Con il favore delle tenebre. Nella notte tra il 23 dicembre e la Vigilia, i vandali - mossi anche dall'intento di portare a casa un malloppo di navigatori gps e piccola oggettistica elettronica che di solito si tiene nei pressi del cruscotto - "battezzano" quattro automobili parcheggiate in piazza Shelley: «È probabile che si trattasse di ladri semiprofessionisti - osserva Mozzi - pare abbiano spaccato i deflettori delle auto con un martelletto ad hoc. Hanno buttato all'aria un cassetto e rovistato ovunque: a me hanno portato via solo pochi spiccioli, non avevo lasciato altro. Per sostituire il vetro rotto, però, nonostante l'assicurazione, c'è sempre una franchigia da 2-300 euro a cui far fronte». Come dire un saldo (medio) in più di Imu, tra capo e collo, tra Natale e Capodanno.

Secondo invio. E Mozzi ritenta di far emergere piazza Shelley dalle tenebre del dimenticatoio in cui è sprofondata. Ritenta con una seconda lettera al commissario Mannino: l'ha già inviata. «Duole notare - ha scritto - che all'encomiabile solerzia che il comune di Viareggio ha mostrato nel recente aumento dei tributi ai massimi livelli non corrisponda altrettanta alacrità nell'affrontare problemi e disservizi che vengono segnalati dai cittadini. Appena un paio di settimane fa - continua - mi sono permesso di evidenziare le condizioni di precarietà di piazza Shelley, priva di qualsiasi sistema di illuminazione, anche provvisorio». E quindi la stoccata, comprensibile, vista la tempistica con cui gli eventi si sono succeduti: «Ci si domanda - conclude Mozzi - a quale livello di reato si debba assistere prima di constatare un intervento concreto da parte dell'Amministrazione e delle forze dell'ordine».

Lavori stoppati? Oltre ai problemi di sicurezza c'è poi tutta la "partita" legata al rifacimento della piazza. «I lavori sono fermi da tempo - osserva il residente - tant'è che qualcuno ha avanzato l'ipotesi che siano finiti i soldi stanziati. Poi si è messo di traverso - aggiunge - persino il punteruolo rosso (il coleottero che si "divora" le palme, ndr): sono stati fatti degli interventi sulle piante che erano malate; sono durati per più giorni e forse hanno eroso anche le risorse: sono cure costose». Timore avanzato, anche in questo caso, con cognizione di causa: rimane da chiedersi se l'ipotesi corrisponda alla realtà. La domanda la giriamo, anche in questo caso, al Commissario.

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