Sicurezza
Ciao Mario, amico degli ultimi
Fu fra i fondatori dell’Avo e della Mensa dei poveri
VIAREGGIO. Se ne è andato tradito da una crisi cardiaca la notte della vigilia di Natale, quando stava per andare alla messa di mezzanotte insieme con la moglie, le figlie, i generi, gli adorati nipoti. Insomma, con quella sua grande famiglia che Mario Tanganelli, settantacinque anni compiuti il 6 dicembre scorso, considerava con orgoglio il suo gioiello più caro. Ma senza per questo dimenticarsi che, varcata la porta di casa, fuori c'era un mondo fatto di sofferenza che chiedeva aiuto. Un aiuto al quale lui, impegnato da sempre in prima fila nel mondo del volontariato e della solidarietà, ha sempre risposto presente.
Mario Tanganelli non era un viareggino doc. Era nato a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, e la sua allegra calata tradiva natali di un'altra Toscana lontana dalla costa. Era venuto ad abitare a Viareggio nel 1965, appena sposato con la Lilli, la sua compagna di una vita. Un trasferimento di necessità, visto che aveva trovato un impiego all'esattoria comunale, lavoro che lo ha accompagnato fino alla pensione. Ma a Viareggio - anzi al Marco Polo, quartiere dove è sempre vissuto nella sua casa di via Pisacane - Mario si era subito affezionato. Malgrado il lavoro a cui era stato chiamato, poi, era riuscito a portare la sua umanità fra le fredde procedure di un ufficio come l'esattoria. Riuscendo spesso a dare una mano e trovare una soluzione a quanti erano in difficoltà.
Ma è soprattutto nel mondo del volontariato che Mario Tanganelli si è fatto apprezzare e voler bene. Più di un quarto di secolo fa, è stato infatti uno dei fondatori dell'Avo, l'associazione volontari ospedalieri della Versilia. E fino a quando i primi segnali del Parkinson non gli hanno impedito di rendersi utile, ha continuato a prodigarsi per i malati. Non solo. Come ha ricordato ieri don Antonio Tigli durante i funerali, proprio lui è stato fra i primi ad impegnarsi nella mensa dei poveri. E, in seguito, è stato anche fra i soci degli Amici d'Ilaria, l'associazione nata intorno alla prematura scomparsa di Ilaria Cupisti, una amica della figlia Lucia, e che ha come obiettivo quello di aiutare chi combatte contro il cancro. Senza contare i tanti compiti che ha svolto all'interno della parrocchia di don Bosco. Insomma, una vita spesa davvero a fianco di chi aveva bisogno.
E ieri pomeriggio, nella chiesa di don Bosco, in tantissimi hanno voluto ricambiare il tanto affetto donato negli anni da Mario stringendosi intorno ai familiari: la moglie Lilli, le figlie Gianna e Lucia, i generi Stefano e Ovidio, i nipoti Martina, Marco, Cecilia e Celeste. (cla.ve.)
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