Il Tirreno

Versilia

Le tele “segrete” di Silvio Micheli esposte al Principe

Le tele “segrete” di Silvio Micheli esposte al Principe

Il giorno di Santo Stefano si inaugura una personale che svela il volto sconosciuto dello scrittore viareggino

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Domani (mercoledì 26) alle ore 17 all’hotel Principe di Piemonte verrà inaugurata una mostra di pittura di Silvio Micheli che il pubblico ha sempre apprezzato per quel grande scrittore e giornalista che era, ma di cui pochissimi conoscono l’attività di pittore.

«Nei ritagli di tempo lasciati dallo scrivere, quasi in penombra per non farsi vedere - scrivono quelli che si firmano come gli amici di Micheli e che hanno organizzato la mostra - disegnava e dipingeva, sfuggendo all’attenzione degli amici, dei critici e dei mercanti. Si può dire che fino ad oggi lui sia stato il solo contemplatore della propria pittura. E’ come se queste sue piccole tavolette disegnate o dipinte le avesse circondate da un alone protettivo».

I curatori della mostra sono gli amici a lui più vicini che frequentavano la sua casa e gli promisero di dedicargli una mostra nonostante sapessero bene quanto Micheli fosse avverso ad un’esposizione pubblica delle proprie opere. Ora però, è venuto il momento di mantenere quella promessa e con questa esposizione gli organizzatori non si pongono l’intento di presentare alla critica le opere di un pittore ancora da scoprire, ma di contribuire ulteriormente alla conoscenza della complessa personalità dello scrittore e giornalista dalla cui attività traspare in ogni momento l’appassionato interesse per l’arte figurativa. «Micheli nei momenti di sosta dal suo intenso lavoro di scrittore ritornava sempre con maggiore assiduità alle sue esperienze pittoriche lasciando una serie di disegni e dipinti che hanno suscitato sorpresa, curiosità e interesse in coloro che gli hanno riproposti in questa esposizione, ma sicuramente l’ammirazione sarà la stessa anche per il grande pubblico. Micheli dopo aver passato ore a scrivere avvertiva l’esigenza di disegnare e dipingere e come la parola anche l’immagine diventava il mezzo di comunicazione ed espressione. Micheli era un uomo di grande sensibilità per cui lo scrittore e il pittore sono molto vicini, anche se nei suoi libri tratta sempre di importanti temi sociali delineando la realtà italiana dopo la seconda guerra mondiale e per questo si colloca fra gli scrittori più rappresentativi del neorealismo italiano; mentre nella pittura si rintraccia come il desiderio di evadere dalla realtà. Appena smette di scrivere diventa pittore che si emoziona davanti a un fiore o a un paesaggio, incantandosi come un bambino e con urgenza si esprime con frettolosi ma mai casuali tocchi di pennello».

La mostra - che resterà aperta fino al 30 dicembre - è correlata da un importante catalogo realizzato in maniera scientifica per far conoscere non solo la sua attività di scrittore e giornalista ma anche la sua produzione figurativa, con l’intento di capire quale siano il posto e la funzione della figurazione nel quadro della sua produzione. Il catalogo vuole mettere in risalto il lato umano: il personaggio schivo, ma buono e leale, l’uomo di grande cultura concentrato sul proprio lavoro di scrittore, ancorato ai profondi valori morali e fedelmente affezionato alla sua città. Uno strumento per conoscere la sua produzione in maniera seria perché era un uomo dai vasti interessi culturali, che merita l’apprezzamento anche dei giovani per il ruolo di notevole spessore culturale che ha ricoperto non solo all’interno della propria città ma in tutto il panorama nazionale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa