Il Tirreno

Versilia

Sanità al collasso, più di otto mesi per una risonanza

È la denuncia di Maurizio Ricci che ha prenotato l’esame al Versilia per la moglie. «Dovremo andare in una clinica»

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VIAREGGIO. Non ha avuto probabilmente parole per esprimere il suo disappunto Maurizio Ricci, quando recandosi - qualche giorno fa - all'ospedale Versilia a prenotare un esame per sua moglie gli hanno risposto che dovrà attendere più di otto mesi prima di avere l'opportunità di godere di quella prestazione sanitaria.

Qui il Cup. Giovedì mattina Ricci parte da Massarosa - dove abita - con destinazione Lido di Camaiore. Deve recarsi al Centro unico di prenotazione (Cup) dell'Ospedale Versilia. Sua moglie deve sottoporsi ad una risonanza magnetica (senza mezzo di contrasto). In mano tiene la richiesta (quella che in gergo si chiama "l'impegnativa") del medico di famiglia, che "ordina" che la sua paziente si sottoponga a quell'esame per accertare natura e causa di alcuni fastidi che avverte da diverso tempo.

Otto mesi di attesa. Da giovedì 20 dicembre 2012 (giorno della prenotazione) l'esame viene fissato per il 9 settembre 2013. Devono passare più di otto mesi. «Mi hanno detto - riporta - che la ragione di una così lunga attesa discende dal fatto che sono state tolte le convenzioni ai privati».

«Assurdo». Qualunque più pessimistica aspettativa è, all'improvviso, superata: «Non me lo aspettavo, è un'assurdità - dice - Io non capisco per qual ragione non si possa impiegare i privati se ci sono soggetti che lavorano bene. Il pubblico da solo non ce la fa più. Si sente parlare di tagli, ma le poltrone non le taglia nessuno».

Nodo risorse. Il problema è legato alle coperture finanziarie. Non vengono rinnovate le convenzioni coi privati accreditati perché questi ultimi devono essere pagati in cambio delle prestazioni sanitarie che forniscono. Per altro, negli ultimi anni, i laboratori privati che in Toscana lavorano per il sistema sanitario pubblico denunciano che questa loro quota di business è tutt'altro che redditizia: i criteri per ottenere l’accreditamento sarebbero eccessivamente stringenti, così come quelli per mantenerlo; si dovrebbe inoltre dimostrare di possedere requisiti di gamma persino più alta di quella che lo stesso pubblico offre. C'è inoltre il nodo dei criteri con cui vengono conteggiati i rimborsi che ricevono i laboratori per le prestazioni assicurate, denuncia da tempo Federlab, la Federazione dei laboratori d'analisi privati.

Soluzione estrema. «Se la patologia di mia moglie dovesse peggiorare - sottolinea Ricci - dovremo rivolgerci ad un istituto privato». In tal caso, i signori Ricci non pagheranno la risonanza in regime di convenzione, ma dovranno far fronte al prezzo “intero”. Di mercato. Che per un simile esame ammonta a diverse centinaia di euro.

Giovanna Mezzana

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