Il Tirreno

Versilia

Dichiarazioni Isee finite alla Finanza

di Matteo Tuccini

Case popolari: chiesti a Comuni e Inps i moduli “sospetti” L’obiettivo è stanare chi non ha diritto all’alloggio pubblico

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VIAREGGIO. Centinaia di dichiarazioni Isee - moduli che indicano la situazione economica complessiva della famiglia - compilate dai cittadini versiliesi sono finite in mano alla Guardia di finanza. Una campagna di controlli che ha un obiettivo ben preciso: stanare coloro che vivono in una casa popolare, ma che - per reddito o per situazione familiare - non ne hanno diritto. Furbetti - anche se il premier Monti non vuole che si chiamino così - che potrebbero rendere conto anche di altre agevolazioni, di cui godono proprio in base a un Isee basso.

La vicenda delle case popolari assegnate su criteri, diciamo così, discutibili ha tenuto banco a lungo nelle ultime settimane. Come Il Tirreno ha scritto più volte, dai primi controlli a Viareggio è emerso che in un alloggio popolare vivono persone che hanno attività commerciali ben avviate, e che possiedono pure auto di un certo tipo. Visto che siamo in un momento in cui i Comuni non hanno denaro, soprattutto Viareggio (che per recuperare soldi porta l’Imu al massimo e aumenta i parcheggi), è difficile continuare a tollerare situazioni di questo genere. Anche perché spesso - e pure qui la Finanza indagherà - non c’è solo una dichiarazione Isee taroccata ad aver favorito la conquista della casa popolare. È un po’ il segreto di Pulcinella: tutti lo sanno, ma nessuno dice che sull’assegnazione di alcuni alloggi avvengono passaggi poco chiari. Che scatenano la rabbia di chi ha fatto domanda anni fa, e che avrebbe diritto a vivere in un alloggio ad affitto simbolico.

Il lavoro, notevole, di ricerca delle informazioni viene svolto dai finanzieri sulla base di nomi già ritenuti “sospetti”. Queste liste vengono sottoposte all’attenzione di Comuni e Inps, che devono fornire la documentazione in tempi brevi. L’indagine è a buon punto, nonostante qualche lungaggine burocratica di troppo. È venuto fuori, ad esempio, che il Comune di Viareggio non aveva in possesso le dichiarazioni Isee. Una vicenda che dice molto sullo stato dell’arte in piazza Nieri e Paolini.

La Finanza, perciò, si è rivolta all’Inps per entrare in possesso dei dati.

Le Fiamme gialle, che stanno lavorando in maniera approfondita per contrastare l’evasione, passeranno al vaglio tutta la documentazione, cercando di scovare il maggior numero possibile di furbetti. A quel punto, se davvero l’inchiesta dovesse dimostrare che al posto di un reddito da fame se ne ha uno da imprenditori, scatterebbe la revoca dell’alloggio e la denuncia per falso oltre che per truffa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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