Il Tirreno

Versilia

Cancellata la festa di Capodanno

Cancellata la festa di Capodanno

Per la prima volta dopo anni non verrà organizzato l’evento di piazza Mazzini

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VIAREGGIO. Rischia di essere l'ennesimo paradosso di un'annata, quella che volge ormai al termine, a dir poco nefasta: tutti i Comuni costieri della Versilia celebreranno l'avvento del 2013 in piazza, con feste formato famiglia. Tutti tranne uno, il più abitato: Viareggio.

Negli anni passati piazza Mazzini era riuscita ad ospitare qualche evento, grande o piccolo che fosse. Stavolta, invece, i viareggini dovranno accontentarsi del rumore del mare e, in lontananza, quello dei festeggiamenti nei comuni limitrofi.

Un congedo triste, desolante dopo dodici mesi che, da queste parti, difficilmente verranno dimenticati per il grigiore che li ha caratterizzati.

Vediamo cosa c’è in agenda nei pressi, invece. Per la prima volta camaioresi e fortemarmini si ritroveranno in piazza per brindare all'arrivo del 2013, mentre per Pietrasanta non sarà una novità. Eppure i commercianti della Passeggiata, che hanno peraltro provveduto alle spese – 40mila euro– per l'illuminazione natalizia nell'ormai ex salotto buono della città, in cuor loro un tentativo lo avevano fatto.

«Non abbiamo mai chiesto di fare un concerto stile Woodstock – spiega Francesco Lemmi di Ascom – Con un po' di buona volontà, però, si sarebbe potuto mettere in piedi qualcosa, giusto per non lasciare la città senza la sua festa in piazza».

Niente da fare. L'idea, purtroppo, è morta sul nascere, come spiega lo stesso Lemmi. «Ci abbiamo tentato, ma non appena abbiamo provato a entrare nel merito dei dettagli tecnici, dagli addobbi ai possibili ospiti di chiamare, l'ufficio turismo del comune di Viareggio ci ha subito rimbalzato». «Sembrerà strano – continua – ma tutto si è arenato su un aspetto apparentemente secondario: il presepe che, solitamente, è sempre stato allestito in piazza Mazzini».

Sembra una barzelletta, ma il "dovete credermi" che ripete Lemmi, a più riprese, induce a pensare ben altro.

«Avevamo chiesto che venisse sistemata la capanna in piazza Mazzini, ma dal Comune ci hanno risposto che l'unica disponibile sarebbe stata montata a Villa Borbone – spiega – E, soprattutto, che se l'avessimo voluta avremmo dovuto ricomprare non solo quella, ma anche il bue, che era stato rubato».

«L'ufficio turismo – continua a spiegare – ci ha poi detto che, tramite un fornitore, sarebbe stato possibile rimediarne un altro per qualche centinaia di euro. Ma non era proprio il caso».

E quindi arriva tutto il rammarico per quelle feste che si celebreranno nelle vicinanze mente buio e silenzio sovrasteranno Viareggio. «Dispiace, ovviamente – ci spiega – che in altri comuni limitrofi sia stata organizzata la festa in piazza e che a Viareggio, per la prima volta dopo tanti anni, sia saltata. Noi ci abbiamo provato».

Ancor più demotivato, addirittura, è Fabio Gentili del DiVino, frequentatissimo punto di ritrovo di fianco al Bagno Balena.

«Siamo demoralizzati, questa è la realtà – commenta il giovane imprenditore – Cosa volete che vi dica? Da parte nostra c'era la buona volontà e io ho sempre cercato, con la mia attività, di vivacizzare la Passeggiata. Ma poi quando vai in Comune e vedi che c'è da firmare una lista interminabile di fogli e permessi la voglia ti passa».

Emanuele Pasquini di Confesercenti, invece, prova ad armarsi di speranza in vista dell'anno venturo. «L'assenza di una festa in piazza Mazzini – dice – è figlia di questa stagione infausta, in cui i viareggini fanno i conti con l'assenza di una gestione stabile della città».

Tutti i nodi vengono al (medesimo) pettine: è sempre una questione di risorse, di denari che mancano e che se ci fossero staremmo a raccontare un’altra storia. «Fino agli altri anni l'amministrazione comunale pagava il 50 per cento sul progetto complessivo della festa di Capodanno e sull'illuminazione, poi pensava al resto degli addobbi, come ad esempio il Presepe. Stavolta, invece, il contributo era di poche migliaia di euro per l'energia elettrica».

»C'è, insomma – conclude– un bisogno urgente di rilanciare la città e di tornare alla normalità».

Simone Pierotti

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