Proteste
Ditte tedesche al lavoro da Perini
Lo rivela in Confindustria l’ad Giancarlo Ragnetti: «Le nostre aziende artigiane hanno difficoltà ad essere puntuali»
VIAREGGIO. L’ingegnier Giancarlo Ragnetti è uomo di poche parole. Tocca all’ad di Perini Navi raccontare come sta la nautica nel corso della conferenza stampa di fine anno organizzata da
Confidustria nella bella sede di Lucca in piazza Bernardini.
Ragnetti non parla di crisi, lo farà dopo, ma racconta un’altra storia.
«La nautica da diporto è fatta da industrie, ma soprattutto da ditte artigiane , piccole ditte. Che hanno difficoltà, ad esempio, a pianificare e quindi a rispettare poi i tempi di consegna. Non mi nascondo che oggi in cantiere abbiao due ditte subappaltatrici che arrivano dalla Germania. Che poi non garantiscono qualità superiore dei nostri. Questa è la situazione oggi. E’ necessario che le grandi aziende della nautica, da Livorno a Spezia, sappiano far crescere queste piccole ditte».
Per il resto Ragnetti disegna una situazione buia nel comparto.
«I grandi, come noi, Benetti, Codecasa, perdiamo il 40-50% del fatturato. E chi dice di perdere solo il 20 dice il falso. Eravamo usciti da Montecarlo con la consapevolezza che le cose stavano cambiando, che si stava per ripartire, a ma non è stato così. Non siamo ripartiti e la prima conferma è arrivata da Genova, con il flop clamoroso del salone che poi ha portato allo scontro fra Ucina e Fiera sul futuro della manifestazione».
Sul futuro e suo mercati, la visione dell’Ad di Perini è molto limpida.
«La Cina non è ancora un mercato per barche come le nostre o come quelle di Benetti da 50 metri in su. Lo diventerà, ma al momento non lo è. In tutta la storia del nostro cantiere abbiamo avuto un solo armatore cinese. Un mercato che sta tornando prepotente è quello americano. Sulle 5-6 barche che stiamo trattando, la metà riguardano americani, il resto sono europei».
Di certo la crisi passerà, anche per la nautica,. Ma quando, e come?
«Non torneremo ai tempi in cui gli yacht si facevano anche nei sottoscala. Del resto la barca è un prodotto di qualità ed in certi ambienti non si può fare qualità. Vediamo cosa succederà nel 2013, diciamo da febbraio in poi. Temo che avremmo da soffrire non solo nell’anno in arrivo ma anche nel 2014».
Il confronto per la nautica fra 2011 e 2012 (gennaio.settembre) è a dir poco impietoso.
Il valore della esportazione, nel giro di dodici mesi è passato da 622 milioni di euro del 2011 a 339, con un calo del 45%.
Il calo della produzione si assesta intorno al 6,6%. Ma non dimentichiamo che si parla di dati 2012 su 2011, anno in cui tutti i dati erano già precipitati. Insomma non si riesce a vedere la fine del tunnel.
In chiusura Giancarlo Ragnetti fa un passaggio anche sulla fiera della nautica a Viareggio.
«Se ne parla in virtù della crisi, reale, di Genova. Ma il porto di Viareggio continua ad avere i soliti problemi. Non possono entrare barche che peschino più di 4 metri e c’è l’eterno problema dell’imboccatura del porto che si insabbia. Ogni volta che usciamo tocchiamo. E questo fa arrabbiare subito l’armatore, con costi superiori per il cantiere».
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