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Uffici postali «Tredici linee perennemente occupate»

VIAREGGIO. Parlare telefonicamente con il personale impiegato negli uffici di Poste Italiane è impresa ardua. A dircelo, è Raffaella Raffaelli, una lettrice di 80 anni che – a volte – vorrebbe...

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VIAREGGIO. Parlare telefonicamente con il personale impiegato negli uffici di Poste Italiane è impresa ardua. A dircelo, è Raffaella Raffaelli, una lettrice di 80 anni che – a volte – vorrebbe riuscire a sbrigare qualche incombenza al telefono piuttosto che uscire di casa.

Sono le 9 di ieri mattina. La nostra lettrice vuole mettersi in contatto con gli uffici viareggini di Poste Italiane, quelli di via Garibaldi: aspetta posta urgente, importante, e vorrebbe evitare che si verificassero le brutte esperienze passate. Prende in mano l’elenco telefonico e comincia a cercare i recapiti.

«Ci sono ben 13 numeri telefonici – descrive – Gli ho composti tutti e ripetutamente: è possibile che dodici numeri diretti su tredici fossero perennemente occupati? Soltanto ad uno mi ha risposto una signorina, molto cortese, che me ne ha forniti altri due. Ho tentato anche con questi numeri e il risultato qual è stato? Sempre occupati. In continuazione. Poi, dopo qualche squillo, entra il fax oppure la linea si interrompe».

Alle 12 e 30 di ieri, quando ci ha chiamato, la signora Raffaelle era esausta, dopo tre ore e mezza di tentativi.

«Volevo parlare con il direttore – ci spiega – Informarlo che sto attendendo da Roma l’invio di una busta assicurata importante. E non vorrei che accadesse quanto mi è capitato sino ad ora: cedolini della pensione inviati a settembre (da Roma) e arrivati appena una decina di giorni fa. Rivista di Sky di settembre che arriva a novembre. E così via. Mi chiedo, soltanto, a cosa servono tredici linee? Se devono servire solo internamente, a loro, ne possono bastare meno».

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