Soldi dall’anziana, badante assolta
VIAREGGIO. Erano accusati di aver truffato un’anziana e facoltosa signora di Forte dei Marmi intascandosi assegni per quasi 100mila euro. Ma per due coniugi versiliesi Umberto Tarchi e Nadia...
VIAREGGIO. Erano accusati di aver truffato un’anziana e facoltosa signora di Forte dei Marmi intascandosi assegni per quasi 100mila euro.
Ma per due coniugi versiliesi Umberto Tarchi e Nadia Apolloni - che dovevano rispondere anche dell’accusa di circonvenzione di incapace ed erano difesi dall’avvocato Titano Marsili - ieri in Tribunale a Viareggio è arrivata l’assoluzione decisa dal giudice Gerardo Boragine.
Tutto è iniziato nel 2003 quando la Apolloni ha iniziato a lavorare come badante e assistente per la ricca signora.
Un rapporto che è durato fino al 2007 quando la signora è deceduta.
A denunciare la donna e il marito furono alcuni parenti della signora morta ch avevano notato degli strani movimenti di denaro.
La donna aveva infatti firmato diversi assegni intestati a Tarchi che per la procura non erano la paga di alcuni lavori svolti dai due (come sostenuto dalla badante e dal marito) e, in altri casi, solo soldi cambiati dalla coppia e poi restituiti alla signora.
Per i parenti quel denaro era invece stato sottratto in maniera illecita approfittando delle cattive condizioni della donna.
In aula sono intervenuti anche due medici che curavano la signora mentre era in vita. Sono stati proprio i due dottori Pier Lorenzo Dal Torrione e Francesco Gaspa, a spiegare che la signora era capace di intendere e di volere e che quindi ha firmato gli assegni in pieno possesso delle sue facoltà mentali.
Un testimonianza fondamentale che fatto crollare l’ipotesi della circonvenzione e convinto il giudice ad accogliere la richiesta dell’avvocato Marsili.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
