Il Tirreno

Versilia

La boutique Cruciani incassa 700mila euro in soli 6 mesi a Forte

di Giovanna Mezzana
La boutique Cruciani incassa 700mila euro in soli 6 mesi a Forte

È boom di vendite: +175% nei primi sei mesi del 2012 A ruba l’ultima versione dei braccialetto fatta con Damiani

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FORTE DEI MARMI. È il sogno di tutti i negozianti: avere in vetrina un oggettino che "funzioni" come i bracciali Cruciani. La boutique di piazzetta Tonini, punto vendita versiliese dell'azienda umbra Gruppo Tessile Arnaldo Caprai – ideatrice e creatrice dei laccetti hand made – ha aumentato le vendite del 175,4% nel primo semestre 2012 (e rispetto allo stesso periodo del 2011): sono i dati elaborati dalla showroom milanese. E i braccialettini sono stati un ottimo viatico per correre su quel trend. La crescita ha portato nella cassa dell’atelier fortemarmino 700mila euro di fatturato; se poi si volesse guardare al solo trimestre gennaio/marzo 2012 (rispetto al 2011) l’incremento delle vendite è da capogiro: + 348%.

Meglio di Milano. Del pianeta Cruciani la boutique di Forte è una stella di luce abbagliante. Basti pensare che nel 2012 è andata meglio del punto vendita che Caprai ha aperto nella capitale italiana della moda, dove c’è la showroom Cruciani. Nei primi sei mesi 2012 il negozio di Milano è cresciuto del 59%, mettendo nel forziere 694mila euro, fatturato inferiore (anche se di poco) a quello della Perla della Versilia.

Il laccetto che tira. Sui conti della Arnaldo Craprai – gruppo tessile di Foligno, uno dei migliori brand italiani del cashmere – il braccialettino in pizzo macramé - che ha fatto impazzire per tutta l'estate giovani e non - è più che un taccasano: in un anno e mezzo dal suo lancio, ne sono stati venduti circa 8 milioni di pezzi.

Successo incontenibile. Può un laccio ricamato trainare il giro d'affari di un'intera realtà imprenditoriale, nata per vendere corredi e biancheria e che poi ha diversificato il business tra abbigliamento in fibra esclusiva e vino doc? Può: se è un prodotto che contiene tutti gli ingredienti - Made in Italy, originalità, prezzo accessibile - per diventare un must. E può ulteriormente, se il battesimo sull'altare del trendy si è celebrato in uno dei templi delle tendenze modaiole: Forte dei Marmi, appunto.

L'esordio. È l'agosto 2011, quando nella boutique fortemarmina i clienti fanno file interminabili per accaparrarsi l’oggetto del desiderio: il must-have è fatto all’uncinetto, disponibile in una miriade di colori, costa pochi euro.

I vip. La location del lancio e l’apprezzamento dello star system amplifica le performance. Vittorio Sgarbi fa rumor alla “bottega” di piazzetta Tonini. Non ne potranno fare a meno Alena Seredova e Ilary Blasi; le starlette Elena Santarelli e Aida Yespica; ma lo indosserà anche una signora come Lucrezia Lante della Rovere e addirittura Paris Hilton che può far shopping shopping a Beverly Hills.

Versione luxury. Ed è dall’inizio di novembre che a Forte i telefoni dell’atelier Cruciani bruciano: gli aficionado vogliono ordinare la nuova versione – quella di lusso, 179 euro – che Cruciani ha realizzato con Damiani: sul pizzo, una placchetta d’oro (tre le versioni, oro bianco, giallo, rosa) con diamantino. I riassortimenti? Continui, ci dicono dalla showroom milanese.

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