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Buratti: «Non mi candiderò»

Il sindaco smentisce le voci che lo indicavano in lizza per Roma

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FORTE DEI MARMI. Il sindaco Buratti non si candiderà per il parlamento che verrà rinnovato con il prossimo voto (presumibilmente di fine febbraio): è ufficiale, lo conferma il primo cittadino stesso.

Nel caso in cui ce ne fosse stato ancora bisogno, ora il campo è libero da equivoci. Che non sarebbe stato altrimenti lo si era intuito sin da quando si è cominciato a parlare delle limitazioni deliberate – a livello nazionale – per i sindaci delle piccole città che, in caso di elezioni, devono scegliere tra il la rappresentanza romana e il governo della loro città.

Ieri mattina è comunque arrivato il vessillo dell’ufficialità: il sindaco non si candiderà alle primarie del Pd e quindi alle elezioni politiche di febbraio.

È stato lui stesso a mettere fine alle insistenti voci che nelle scorse settimane davano per certa la sua candidatura alle prossime elezioni.

«In effetti è vero che era mia intenzione candidarmi – confessa Buratti – Del resto ritengo – motiva – che sarei stato in grado di portare una voce della nostra terra in Parlamento. Avrei voluto rappresentare tutte quelle le necessità e quei bisogni che, come sindaco, vivo e riscontro quotidianamente».

C’è un ostacolo formale, normativo – aldilà delle intenzioni dei singoli – che impedisce a Buratti di mettersi in corsa per concorrere ad un posto in parlamento.

«Una legge del 2011 – spiega Buratti – stabilisce che i sindaci dei comuni al disopra dei 5mila abitanti non possano mantenere il doppio incarico. E allora, ho preferito rinunciare evitando a Forte delle nuove elezioni. È la mia decisione, definitiva, e non tornerò indietro. Ciò significa che rimarrò alla guida di Forte dei Marmi fino al termine del mandato, un incarico che i cittadini mi hanno riconfermato con grandi risultati la scorsa primavera».

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