Finanza
La rivolta di Valdicastello «Poste chiuse? Un’offesa»
PIETRASANTA. La buona notizia arriva in coda ad una mattinata di proteste, striscioni e rabbia mal repressa dalle parti di Valdicastello Carducci: il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha...
PIETRASANTA. La buona notizia arriva in coda ad una mattinata di proteste, striscioni e rabbia mal repressa dalle parti di Valdicastello Carducci: il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha infatti chiesto alla direzione nazionale delle Poste di rimandare di 100 giorni la chiusura, sancita lunedì scorso, degli sportelli dei vari uffici di frazioni e Comuni toscani. Chiusura che riguarda, appunto, anche Valdicastello. Possibilità che la richiesta stessa venga accolta? Difficile dirlo. Sta di fatto che la questione, a questo punto, verrà di nuovo valutata ed i 100 giorni in questione potrebbero servire a salvare qualche sportello. Un fatto è certo: la gente di Valdicastello, ieri mattina, si è riunita compatta, di fronte all’ufficio postale, già chiuso a doppia mandata da lunedì scorso, contestando uno stop «che non può essere spiegato con una semplice questione di costi. Nel nostro ufficio era impiegato un solo dipendente e gli utenti sono sempre stati molti, non solo provenienti dal nostro paese, che conta un migliaio di abitanti, ma anche da Capezzano Pianore, e Massarosa. Stiamo parlando di uno sportello in attività da oltre 40 anni, che “rendeva” all’Ente e quindi non qualcosa da tagliare: bollettini, libretti postali, pagamento delle diverse utenze, riscossione delle pensioni spedizioni, per noi residenti lo sportello era una necessità più che un riferimento. In particolare per gli anziani che, adesso, devono recarsi nel già depotenziato ufficio cittadino, senza poter contare su mezzi pubblici e sobbarcandosi tutta una serie di disagi legati ad attese e problematiche di vario genere. Questa chiusura - spiega Barbara Pardini, presidente dell’associazione XII Agosto – è un fulmine a ciel sereno. Non abbiamo avuto neppure il tempo di ritirare i nostri libretti al risparmio. Un modo di procedere traumatico e poco comprensibile».
Parole, quelle di Pardini, condivise dalle diverse decine di residenti di zona che hanno partecipato alla protesta. «Lasciare i paesani e gli anziani in difficoltà è una vergogna - recita uno striscione - declassato dalle Poste il Nobel Carducci: chi lo spiega ai collezionisti?» si legge su un altro cartello a firma di Giorgio Coluccini, titolare dell’edicola-cartoleria di zona Giò di Torquà “«dove propongo 132 timbri diversi per chi invia cartoline raffiguranti Carducci e il nostro paese, in mezzo mondo. È un danno anche al nostro, significativo movimento turistico. Ma del resto Valdicastello negli anni, si è vista portare via tutto: l’acqua, le miniere, la casa Carducci aperta solo nei fine-settimana e adesso anche le Poste» dice lo stesso Coluccini. Il sindaco Domenico Lombardi, ai manifestanti, ha parlato di situazione complicata. «È una vicenda che va affrontata con atti amministrativi: ricorreremo al Tar contestando l’interruzione del pubblico servizio e una tempistica di preavviso, a nostro avviso, non regolare. Ma è bene essere chiari: non sarà semplice riaprire lo sportello, perché gli accordi sono stati firmati a livello nazionale. Con l’Associazione – ha aggiunto Lombardi – ci ritroveremo dopo le feste per fare il punto della situazione e per studiare, insieme, una strategia. E sempre con l’associazione di frazione verificheremo la fattibilità dell’apertura di uno sportello della Bcc su cui “appoggiare” conti correnti, riscossione delle pensioni, pagamento delle utenze». (l.b.)
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