Gioco
Secco non chiude «La nostra famiglia ci crede dal 1967»
I Pezzini (ex Bar sport) hanno fatto rinascere il loro Caffè «Un bell’investimento, ma il commercio può ripartire»
LIDO. «Gettare la spugna? Mai. Anzi, abbiamo rilanciato con un grande investimento. Perché nel Secco ci crediamo, eccome, da oltre 40 anni».
La famiglia Pezzini, esercenti storici della zona con il loro Caffè, sono tra quelli che guardano la crisi economica in faccia e la sfidano. Con quel pizzico di senso degli affari che ha fatto la fortuna dei nostri commercianti negli anni passati. E che oggi la crisi economica, le tasche vuote dei clienti e i controlli fiscali e sanitari sembrano scoraggiare.
«Forse è stata una follia spendere 150mila euro per aprire la nuova attività - dice Lucia, moglie del titolare Giuliano Pezzini - ma noi vogliamo andare avanti. Puntando sulla qualità, e sulla speranza che cambi qualcosa».
I Pezzini hanno trasferito nel febbraio scorso il loro Bar sport in un fondo in via della Gronda, davanti alle scuole elementari. Recuperando l’antico nome di Pezzini Caffè, che poi è quello originario del 1967, quando aprirono il primo locale. «Lo spostamento è minimo, appena 50 metri - spiega Lucia - ed è legato soltanto al fatto che ci scadeva il contratto d’affitto e non è stato possibile rinnovarlo. Ci siamo rimboccati le maniche, sperando nel futuro, anche se oggi ogni traguardo sembra impossibile. Noi però siamo convinti che si possa andare avanti. No, non molliamo». Con un pizzico di ironia. «Venerdì 21 festeggiamo anche noi la... fine del mondo - conclude Lucia - con la musica e tante iniziative. Un modo come un altro per ridere sul pessimismo che ci circonda».
Tra l’altro, il Pezzini Caffè è tra i pochi esercizi commerciali di vicinato che ancora riesce a pagare dei dipendenti, anziché riportare tutto il lavoro in famiglia. Al bar, infatti, lavorano i due titolari e due commesse.
La zona del Secco - come peraltro tutti i tessuti commerciali della Versilia - è finita in questi giorni al centro del dibattito per alcuni spostamenti delle attività che metterebbero in crisi il quartiere. Al di là della vicenda del Bar sport, legata solo a motivi di opportunità, è innegabile che i negozi e i pubblici esercizi stanno vivendo un momento difficilissimo. Al tempo stesso, da parte delle amministrazioni comunali diventa sempre più complicato fornire risposte, vista la concorrenza della grande distribuzione vicina che ormai si spartisce le briciole della clientela. E visto un clima generale che scoraggia investimenti e nuove idee nell’imprenditoria.
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