Sicurezza
Piove in sala, chiuso il ballo liscio dei nonni
Da un mese e mezzo il Centro anziani versiliesi è inagibile. I 255 pensionati: «Ci hanno lasciato in mezzo alla strada»
VIAREGGIO. La crisi si porta via tutto, persino il Centro anziani versiliesi, che da quattro anni rappresenta una seconda casa - oltre che un ritrovo di gradevoli passatempo - per 255 pensionati. Nato grazie all'altruistico attivismo di sette soci fondatori tra cui Italo Pierattoni (cavaliere del lavoro e oggi alla guida dell'Associazione), ospitato nella sala polifunzionale del mercato dei fiori, il Centro è chiuso da un mese e mezzo: ci piove dentro. È inagibile, ha stabilito Palazzo civico. Tra i tesserati c'è chi ha il morale a terra e chi è sul piede di guerra. In effetti il Comune - pur dando priorità ad alcuni interventi in edifici delle scuole dell'infanzia, per esempio - è riuscito a infilare la questione del Centro tra le urgenze: condizione imprescindibile per trovare, in tempi non biblici, la copertura finanziaria richiesta per far eseguire i lavori. Del resto, la questione è sempre la stessa: le casse dei comuni languono.
Il rammarico degli ospiti. Quest'anno non ci sarà nessuna festa natalizia, nessuna tombola né veglione di San Silvestro per i 255 frequentatori del Centro. E chissà per quanto tempo dovranno rinunciare a quei cinque pomeriggi settimanali di incontri, chiacchiere, ballo liscio, brindisi e pasticcini che l'agenda-appuntamenti del Centro ha sempre previsto e assicurato. «Siamo veramente costernati, e mentre lo dico ho le lacrime agli occhi - si lascia andare Enrica Paoli, tra gli assidui habitué dell'Associazione - Il Centro rappresenta un luogo di incontro e un'occasione di divertimento: riempie il quotidiano di moltissimi anziani, soprattutto di chi vive solo. Siamo veramente rammaricati; abbiamo tentato tante strade, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle nostre richieste».
Il pressing del Cavaliere. In queste sei settimane, il presidente Pierattoni - contattato a più riprese non solo dai soci ma persino dai figli dei tesserati, preoccupati per i genitori - ha bussato più volte alla porta del Municipio. «Ho parlato con moltissimi referenti ma l'impressione è che giochino a ping-pong (si rimpallano la questione, ndr) - dice - Mi ero anche recato all'ufficio tecnico del Comune, dove mi dissero che sarebbe ammontata a 8mila euro la spesa per i lavori di ripristino. Poi però è parso che questa cifra lievitasse. Evidentemente, o siamo poco importanti, oppure questo Centro dà fastidio a qualcuno, forse perché svolge anche attività sociale … in questo mondo di ladri, per citare Venditti..»
Relax e solidarietà. A onore del vero c'è da aggiungere che i 255 pensionati non pensano solo a loro divertimento: il Centro anziani verisiliesi è anche una "macchina" solidale. Nei quattro anni di vita del Centro, i soci si sono messi le mani in tasca quattro volte per gli altri. Risultato, diverse donazioni, tra cui l'ultima che ha portato all'acquisto di due defibrillatori per la Croce Verde: «Abbiamo pensioni di 600 euro - sottolinea Enrica Paoli -tuttavia pensiamo agli altri. Nonostante ciò, ci hanno buttato in mezzo alla strada».
Nodo soldi. Pur di non essere costretti a rinunciare a pomeriggi gradevoli, i pensionati erano anche disposti a farsi carico di una quota di spesa dei lavori necessari per evitare le infiltrazioni di pioggia nella sala polifunzionale. «Ci siamo fatti avanti - continua Paoli - dicendo che, pur di avere nuovamente la nostra sede ci saremmo autotassati, ma è stato inutile». Del resto, l'Associazione non gode di ricchi trasferimenti o di bonus una tantum che provengono dai forzieri pubblici: «La tessera annuale costa 5 euro - precisa il Pierattoni - e ne paghiamo mensilmente 400 al Comune per l'affitto». E l'agenda del Centro è sempre fitta di appuntamenti, attività motoria, culturale, finanche «ballo liscio, pasticcini e da bere per tutti».
Eppur si muove. Da Palazzo civico si viene a sapere che la riapertura del Centro è in agenda, anzi, i lavori alla sala polifunzionale sono stati catalogati come urgenza. L'impianto elettrico è di nuovo funzionante: c'era stato un corto circuito, ma il guasto è stato riparato. Il problema è il tetto (a terrazza): la copertura si è vessata in alcuni punti; una squadra di operai ha già monitorato la situazione più di una volta, ma la pioggia di questi giorni non ha dato requie, e ha reso impossibile lavorarci. Si stima, però, che nel giro di un mese il Centro potrebbe essere riaperto ai suoi affezionati habitué.
Giovanna Mezzana
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