Il Tirreno

Versilia

«Facciamo finta di aprire un locale?» Ora ne hanno due

di Tiziano Baldi Galleni
«Facciamo finta di aprire un locale?» Ora ne hanno due

Due anni fa alle Canarie scommettono di aprire una pizzeria Ora i due cugini Sbragia hanno aperto anche una trattoria

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QUERCETA. A chi non è mai capitato di pensare: «Questo è il momento per fare una vacanza»?. Andare in una paradisiaca località balneare per staccare dal lavoro e dalla quotidianità opprimente è un’ottima soluzione per rigenerarsi e rimettere in ordine i pensieri.

A Massimo e Giuseppe Sbragia la gita alle Canarie ha funzionato alla perfezione. Sotto il sole caliente dell’Atlantico hanno avuto l’idea: aprire una pizzeria insieme. Così una vota tornati a casa l’hanno fatto sul serio, e la loro vita è totalmente cambiata. Da un anno gestiscono la pizzeria “Mimì e Cocò” a Querceta, e da una settimana hanno aperto il loro secondo locale. Questa volta una trattoria, “Casa mia”, a Pietrasanta, sulla via Aurelia nei pressi di Ponterosso. Giuseppe Sbragia, originario di Pietrasanta, ma dal ’90 residente a Pozzi, prima di intraprendere questa avventura lavorava come meccanico in un’officina di Lucca. «È stato là, sulla spiaggia dell’isola Gran Canaria, che mio cugino Massimo ed io ci siamo detti, quasi per scherzo: “perché non apriamo una pizzeria?”» racconta Giuseppe. E per rendere lo scherzo ancora più credibile agli occhi degli amici i due si sono fotografati con la scritta Mimì e Cocò disegnata sulla sabbia: un po’ come se stessero battezzando la loro nascente attività.

Poi, una volta tornati in Italia, nel 2011, la burla è diventata un’ottima idea da mettere in pratica.

«Abbiamo iniziato la ricerca di un fondo adatto al nostro progetto – spiega Giuseppe – e una volta trovato ci siamo messi all’opera».

Hanno fatto quasi tutti i lavori di ristrutturazione da soli. Si sono costruiti il bancone della pizzeria, fatto il pavimento e i rivestimenti.

A gennaio 2012 il loro locale ha iniziato a sfornare pizze. I due non si sono fermati: presi dalla passione per il nuovo lavoro, hanno deciso di investire in un’altra attività.

E anche questa volta sembra che l’avventura sia iniziata un po’ per caso. «Il proprietario del fondo commerciale di Querceta – raccontano i due cugini Sbragia – è proprietario anche del locale in cui abbiamo appena aperto la trattoria “Casa Mia”. È stato lui a farci la proposta dopo che l’attività precedente aveva chiuso».

A gestire la trattoria è Massimo Sbragia, di Querceta. Lui, prima di diventare prima pizzaiolo e adesso tuttofare nella trattoria “Casa Mia”, era un camionista di professione. «Entrambi – spiega Massimo - continuiamo ad essere titolari di tutte e due le attività, però adesso io lavoro con mia moglie alla nuova trattoria, e Giuseppe continua ad occuparsi della pizzeria con la sua compagna Caterina».

E hanno anche assunto in totale quattro persone. Per loro era diventato impossibile seguire a livello esclusivamente familiare i due locali.

Come dice il nome, “Casa Mia”, i piatti della trattoria sono quelli casalinghi, tipici della nostra zona.

«Il menù – chiarisce Massimo – offre i piatti classici, e il nostro pezzo forte come prima portata sono i tordelli, fatti a mano da noi. Cerchiamo di utilizzare sempre prodotti tipici e di qualità, come la carne per le nostre favolose grigliate, che arriva da una macelleria del Crociale».

La trattoria è aperta anche a mezzogiorno; il pranzo di lavoro viene offerto a 12 euro,tutto compreso.

«I veri piatti originali, che talvolta non è facile trovare negli altri locali, sono quelli che vorremmo proporre durante la settimana con le nostre serate a tema – continua Massimo – Cucineremo una sera la carne di cinghiale, poi la trippa di maiale, i fagioli all’uccelletto e la intruglia».

Insomma, la storia iniziata sulla spiaggia delle Canarie – e continuata con risvolti inaspettati e positivi – sembra non essere ancora finita: il nuovo viaggio, appena cominciato, si chiama trattoria “Casa mia”, che i cugini – indaffarati come al solito – non hanno neppure avuto ancora il tempo di inaugurare.

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