Il dolore
Villa Cavanis potrebbe finire ai russi
I preti chiedono 20 milioni al Comune oppure venderanno ai privati. Del Dotto: «Non possiamo più permetterci l’affitto»
CAMAIORE. Quasi 3 milioni di euro spesi in dieci anni per pagare l’affitto. E ora il Comune rischia di perdere villa Cavanis, visto che i proprietari hanno sparato un prezzo di 20 milioni di euro per la vendita e ventilano addirittura la possibilità della cessione qualche russo interessato ad investire in zona.
Trattativa a rischio. L’ultimo colpo di scena nella telenovela infinita che riguarda villa Cavanis è avvenuto qualche settimana fa, durante l’incontro tra, da una parte, il sindaco Alessandro Del Dotto e l’assessore al Bilancio Marcello Pierucci, e dall’altra, i rappresentanti dell’ordine religioso prorietario dell’edificio e del parco (avuto in dono dalla famiglia Borbone).
Come è già noto il comune da dieci anni sta pagando oltre 270mila euro all’anno - più spese varie - per utilizzare la villa per manifestazioni culturali (che in realtà si riducono alla manifestazione Demetra e poco altro). Una spesa che, visti gli attuali chiari di luna, il comune non riesce più a sostenere.
Per evitare altri sprechi e cercare di mantenere una struttura adatta ad ospitare importanti manifestazioni culturali, urante la campagna elettorale il sindaco aveva annunciato di voler procedere all’acquisto dell’edificio.
Ma le trattative con i padri Cavanis non sono partite col piede giusto. Nell’incontro, infatti, i rappresentanti del comune si sono trovati davanti a una specie di muro.
I padri Cavanis hanno infaatto chiesto una cifra compresa tra i 18 e i 20 milioni per la vendita. Il sindaco ha controbattutto chiedendo di venire incontro alle esigenze del comune e richiamando la volontà dei Borbone che, al momento di cedere la villa all’ordine religioso veneto, avevano sottolineato la necessità di mantenere un legame con la popolazione locale.
Ma i padri hanno negato l’esistenza di vincoli di questo tipo. E sono apparsi inflessibili sul prezzo facendo capire di essere pronti a cedere la villa a qualche facoltoso acquirente russo .
La reazione. «A queste cifre non possiamo arrivare - afferma l’assessore al Bilancio - e certo non possiamo nemmeno continuare a pagare un affitto del genere. Al momento abbiamo le mani legate».
Intanto la villa resta vuota e spenta, una tristezza secondo la maggior parte dei cittadini di Capezzano. Ma per veder riaccendere le luci ci sarà ancora da attendere.
Duro anche il sindaco Del Dotto. «Hanno sparato una cifra altissima - conferma il primo cittadino - dicendo anche di essere disposti a vendere a investitori stranieri. Ma non credano di poter speculare: siamo pronti a cambiare gli strumenti urbanistici, e comunque lì non ci sarà mai spazio per il residenziale».
Per Camaiore resta il grattacapo di avere uno spazio per manifestazioni culturali.
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