Il Tirreno

Versilia

Videopoker truccati, la Finanza indaga

di Matteo Tuccini
Videopoker truccati, la Finanza indaga

Partiti i controlli nei bar: già nella rete molte macchinette taroccate per truffare i giocatori. Si rischia il ritiro della licenza

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VIAREGGIO. Videopoker “taroccati” per spillare più euro possibile ai giocatori. Finiscono nel mirino della Guardia di finanza le slot machine da bar: odiose macchinette mangiasoldi che abbondano negli esercizi pubblici di Viareggio e della Versilia, e che svuotano ogni giorno le tasche di operai e pensionati, ammaliati dal demone del gioco.

È scattata pochi giorni fa, infatti, l’indagine delle Fiamme gialle che punta a sollevare il coperchio sui trucchi sfruttati da tanti, troppi commercianti. Che rende ancora più insopportabile, se possibile, l’uso di questi apparecchi nei locali.

L’indagine. L’inchiesta del comando di Viareggio, diretta dal maggiore Pasquale Arena, viene portata avanti con controlli a tappeto nei bar. Anche se non mancano le segnalazioni di giocate fin troppo sfortunate, e che per questo diventano sospette.

Durante le verifiche, i finanzieri passano al setaccio videopoker e slot machine del locale, collegandoli ai loro apparecchi in dotazione. L’obiettivo è capire se la probabilità di vincere - in genere già piuttosto scarsa - è stata abbassata in maniera artificiosa. E, secondo indiscrezioni, pare che siano già molte le slot (e di conseguenza i titolari degli esercizi) finiti nella rete della Finanza. Con conseguenze, per loro, assai pesanti.

Le stangate. Ma cosa rischia chi ospita un videopoker truccato? Molto. Intanto il sequestro della macchina, com’è ovvio. Poi ci sono multe di migliaia di euro, a seconda di quante slot truffaldine si ospitavano. La legge, però, prevede anche il ritiro della licenza per chi sfrutta questo trucco. Insomma: il Natale di alcuni commercianti potrebbe essere davvero amaro.

La campagna natalizia. Già, perché la Finanza porterà avanti per tutte le feste natalizie la campagna anti-videopoker. L’indicazione arrivata dal comando provinciale è, infatti, di non dare tregua ai pubblici esercizi colpevoli di ospitare le macchinette ingannevoli.

Una piaga sociale. I videopoker sono diventati, purtroppo, una sorta di rimedio alla crisi economica. Che molti commercianti, anche a malincuore, usano per incassare meglio e più rapidamente. Uno strumento che, però, come si può leggere accanto, ha scatenato le proteste di parroci e di cittadini, arrabbiati per lo sfruttamento della povera gente. Chiedendo, soprattutto ai circoli ricreativi e operai, di eliminarli.

Sono soprattutto operai e pensionati, infatti, a finire ingabbiati in questa piaga sociale. Che si nutre, oltre ai videopoker e alle slot, anche dei vari Gratta e vinci, Turista per sempre e così via. Rendendo schiavi tutti coloro che vi si legano a doppio filo. Con la compiacenza colpevole dello Stato.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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