Il Tirreno

Versilia

«Non distruggete la mia Viareggio»

di Claudio Vecoli
«Non distruggete la mia Viareggio»

L’appello di Stefania Sandrelli: «Le dune, la Darsena, la Passeggiata: vorrei restassero come le conservo nel cuore»

4 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A ROMA. «Viareggio? Ormai è tanto che non ci vengo. Anzi, è troppo. Ma ho giurato a me stessa che sarei tornata solo quando sarei riuscita a ritagliarmi mezz'ora per andarmene in giro in bicicletta per la città. Purtroppo non ce l'ho ancora fatta. Ma sono certa che il momento si avvicina...» Quando sente parlare di Viareggio, a Stefania Sandrelli si illuminano gli occhi. E poco importa se sta per ricevere il premio che Roma FilmFestival ha voluto dedicarle. E se alla Casa del cinema, nel cuore di Villa Borghese, ci sono un centinaio di ospiti illustri per la première di L'arte di essere donna, il bel documentario che in quaranta minuti condensa oltre 50 anni di carriera. Alla parola “Viareggio”, Stefania si tuffa idealmente in quella che è e sempre resterà la sua città e apre il baule dei ricordi che custodisce gelosamente in fondo al cuore.

Ma non è soltanto un pedaggio da pagare alla nostalgia, il suo. Stefania Sandrelli, di Viareggio, vorrebbe conservare e preservare le bellezze più autentiche. «L'ultima volta che sono venuta a Viareggio – racconta Stefania – sono andata con mia cugina Monica a fare un giro insieme. Lei abita in Darsena, il più bel quartiere della città. E così mi ha portato oltre il Vialone, dove l'asfalto lascia il posto ad una strada sterrata che attraversa le dune e costeggia piccoli laghetti naturali. Credo che sia uno degli angoli segreti più belli e incontaminati che io conosca. Eppure so che c'è qualcuno che vorrebbe distruggerlo in nome di una strada che colleghi Viareggio a Torre del Lago, per costruire locali, alberghi, case e chissà cos'altro. Spero che non accada mai. Perché Viareggio forse neppure immagina ciò che perderebbe per sempre...»

L'altra grande bellezza che Stefania vorrebbe vincolare per sempre è decisamente meno segreta, ma altrettanto importante: la Passeggiata. E' uno dei suoi posti dell'anima. Dove ancora adesso torna ogni volta che viene in città. «Vorrei tanto che potesse restare sempre così come l'ho impressa nei miei ricordi». Il salotto buono della città, dove si andava a fare quattro passi e a prendere un caffè. E dove si andava al cinema. «Adesso la sua bellezza è un po' sfiorita. Sta perdendo i suoi petali più belli, a cominciare proprio dalle sale cinematografiche che rappresentavano uno dei vanti della città». Sulla carta, di cinema in Passeggiata, ne restano ancora quattro. Ma l'Eolo è ormai chiuso da anni e il futuro dell'Odeon è ormai appeso ad un filo sempre più sottile, insediato dalla voglia di trasformarlo nell'ennesimo grande magazzino della moda di bassa qualità. Fra l'altro Stefania Sadrelli, insieme a Mario Monicelli e a tanti altri personaggi del mondo del cinema legati a Viareggio, ha a lungo lottato perché non venisse chiuso il Centrale, altra sala storica cittadina. «Ma cosa ci hanno fatto?», si chiede non sapendo che - chiuso da una serata di maggio di troppi anni fa - sta ormai cadendo a pezzi.

Ma Viareggio, per Stefania, è soprattutto gioia. E allora il pensiero va alla sua casa all'angolo fra via Lepanto e via Maroncelli dove, quando i tanti impegni glielo permettono, ancora si rifugia. «Io ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza nella casa di famiglia in via San Martino, dove un tempo c'era lo Zio Pietro. Ma quella che considero a tutti gli effetti la mia casa resta quella al Marco Polo. Dovevo venirci, la scorsa estate. Avevo anche fatto montare una tenda bordeau sulla terrazza perché ci potesse riparare dal sole e dal caldo. Ma all'ultimo minuto tutto è saltato per l'ennesima volta».

La casa, comunque, è sempre pronta. E anche la bicicletta. «Sì, voglio tornare presto. Viareggio mi manca. Ma è così difficile conciliare i tanti impegni pubblici e privati...» La prossima occasione buona potrebbe essere il Carnevale. «E' una festa che ho sempre amato. E a Viareggio in quel periodo si respira un'aria assolutamente unica. Mi piacerebbe tanto tornare per il prossimo Carnevale. Anche se, maledizione, proprio a febbraio ho un film in uscita in tv e sarà difficilissimo ritagliarsi un weekend libero. Ma ci proverò. E state tranquilli che presto mi rivedrete in giro per la città. In bicicletta, naturalmente...»

ALTRO SERVIZIO NEGLI SPETTACOLI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa