Sicurezza
«Non vogliamo fare la fine di Carrara»
“Salviamo le Apuane” attacca il sindaco Neri sia per la vicenda della cava Trambiserra che per il nulla osta all’Henraux
SERAVEZZA. È di nuovo battaglia sul fronte di cava. Dopo il sequestro della cava Trambiserra, i comitati ambientalisti plaudono al provvedimento: «Con piacere constatiamo – scrivono in una nota il gruppo Salviamo le Apuane che appartiene alla Rete ambientale della Versilia – che, le autorità competenti, ogni tanto, riescono a fare i controlli». È di qualche giorno fa la notizia del sequestro – a titolo preventivo – della cava, che appartiene alla società Trambissera Marmi: così ha deciso la Procura di Lucca. Che alla srl contesta: la mancanza di un’autorizzazioni per la dispersione delle polveri nell'aria, e la mancanza di un’autorizzazione per lo scarico delle acque reflue, sempre legata alla lavorazione del marmo.
Per i comitati ambientalisti la vicenda della cava Trambiserra è però solo l’ultimo capitolo di una lunga e tormentata storia. «La cava Trambiserra è solo una delle tante» scrivono i comitati. È di un vero e proprio «attacco al Monte Altissimo» che, secondo i comitati, bisogna piutparlare. «Ed è con dispiacere – continuano – che noi cittadini leggiamo le dichiarazioni di un sindaco (di Seravezza, Ettore Neri, ndr) che tende a minimizzare le cause che hanno portato al sequestro della cava Trambiserra. E ci chiediamo – aggiungono – se non abbia apprezzato l’opera di cittadini che si sono attivati perché venga esercitato il ruolo di controllo del territorio, ruolo forse da lui, talvolta, dimenticato».
Proprio il sindaco Neri aveva dichiarato che i controlli alla cava erano scattati a seguito di alcune segnalazioni di abitanti che si lamentavano per i rumori che provenivano dalla cava. Per completezza c’è da aggiungere che non tutti i residenti della zona sono a favore della chiusura della cava: chi lavora nel comparto del marmo ritiene infatti che la srl possa comunque rappresentare un’opportunità di lavoro.
Quello della Trambiserra non è l’unico fronte aperto. «Comune e Henraux hanno presentato il più recente accordo siglato tra i due – nota Cinzia Bertuccelli di “Salviamo le Apuane” come una perequazione molto vantaggiosa per la cittadinanza. In effetti, con l’ottenimento del via libera ad un aumento di volumetria pari a 3mila mq, Henraux dà in cambio una pensilina ad uso pubblico in una zona anche poco frequentata. Stanno autorizzando all’attività una multinazionale che ha già distrutto la vetta delle Cervaiole e la sorgente della Polla. Non vogliamo fare la fine di Carrara».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
