Investì e uccise un ciclista allo stop, arriva la condanna
Roberto Giannecchini dovrà pagare 220mila euro alla famiglia di Elio Tomei che travolse con il suo camion
CAMAIORE. A distanza di cinque anni dalla perdita del proprio congiunto, la famiglia Tomei ottiene giustizia. È stato condannato a sei mesi di reclusione e al pagamento, a titolo provvisionale, di 220mila euro Roberto Giannecchini, il 51enne che il 25 gennaio 2008, in via Italica all’angolo con via Buonarroti uccise – investendolo – Elio Tomei, 86 anni, mentre pedalava sulla sua bicicletta.
La sentenza è arrivata ieri mattina al tribunale di Viareggio, dopo due richieste di archiviazione che spazzavano via la ricostruzione della dinamica sostenuta dalla famiglia, e secondo cui Elio era stato investito. E arriva dopo una battaglia di perizie complicate anche dal fatto che le foto del sinistro erano inutilizzabili «per un errore tecnico dell’esecutore, la polizia stradale di Viareggio» precisa Gionata Bonuccelli, legale della moglie e di due figli, Valeriano e Daniela.
«È stato un processo tutto in salita che ha richiesto ostinazione e tenacia – nota Bonuccelli – Sembrava che Elio fosse andato a suicidarsi contro il camion guidato da Giannecchini. Per grande merito della parte civile, invece, siamo riusciti a far cambiare idea alla Procura».
Ad appena una quindicina di giorni dalla morte di Tomei, la Procura di Lucca aveva chiesto l’archiviazione: «una richiesta incredibile» osserva l’avvocato Bonuccelli. I legali della famiglia Tomei fecero la prima istanza di riapertura delle indagini nell’ottobre 2008. Poi depositarono una loro perizia.
Un secondo aspetto, oltre alla mancanza delle foto dei rilievi dell’incidente, ha complicato l’intera vicenda: «il fatto che Giannecchini, dopo aver investito Tomei – spiega Bonuccelli – aveva riposizionato il camion sullo stop», quando, invece – era l’ipotesi accusatoria – aveva investito l’uomo proprio ripartendo dallo stop. A questo punto il pubblico ministero nomina un proprio perito, c’è una nuova perizia e – a fine 2008 – arriva una nuova richiesta di archiviazione che, sul momento, salva il 51enne dall’accusa di omicidio colposo.
I legali – insieme a Gionata Bonucelli, un altro figlio è stato seguito dall’avvocato Marcello Taglioli mentre i nipoti hanno nominato Andrea Bonuccelli – insistono. Procedono con una nuova opposizione all’archiviazione. Nel 2009, il giudice abbraccia la loro perizia. E ordina un’imputazione coattiva. Arriva il rinvio a giudizio. Nella prima udienza del processo, nel maggio 2010, un ruolo fondamentale lo ha avuto un anziano testimone, ritenuto perfettamente attendibile: le sue parole sono andate a sostegno dell’ipotesi che la bicicletta di Elio non avrebbe potuto trovarsi così spostata verso mare a meno che l’uomo non fosse stato investito.
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