Gioco
Cina, gli yacht di Fipa nella marina di Ningbo
Una delegazione di politici e industriali asiatici ha visitato ieri le sedi dell’azienda In ballo c’è la costruzione di una nuova città marinara con 3mila posti barca
VIAREGGIO. È in Cina che si aprono interessanti scenari di business per Fipa Group. Ci sono infatti le premesse perché l’azienda viareggina abbia un ruolo nella costruzione della Baia Blu, la città futuribile (nel vero senso della parola, ad oggi non esiste e deve essere tirata su dalle fondamenta) che nei progetti del Governo cinese dovrà sorgere a mo’ di costola di Ningbo City, che dista meno di due ore da Shanghai. «Sia chiaro: non andremo ad investire laggiù – chiarisce Francesco Guidetti, presidente di Fipa Group – piuttosto, vedemo di costuire barche e di mandarle là». Ipotesi interessante perché i numeri hanno un’ordine di grandezza decisamente cinese: si parla di una marina, che la Baia Blu dovrebbe avere, in grado di accogliere 3mila imbarcazioni.
Ningbo City. Repubblica popolare cinese, siamo al centro della linea costiera del Gigante Giallo, a sud del delta del fiume Yangtze, in una delle porzioni economicamente più avanzate del continente asiatico e con un clima – dettaglio non trascurabile quando si parla di barche – in linea con le temperature tipiche di Miami.
La visita. È da qui che arriva la delegazione che ieri mattina ha fatto tappa alle due sedi di Fiba Group, quella viareggina e quella massese. Quindici rappresentanti del ghota politico e industriale della Grande Cina hanno voluto mettere il naso in una delle aziende top della nautica di Viareggio. Presenti, il sindaco della città di Ningbo, alcuni rappresentanti del governo, industriali e – soprattutto – grandi investitori, signori dell’industria cinese. Per avere un’idea: «Tra i delegati, ad esempio – riporta il presidente Guidetti – ho avuto modo di ascoltare le parole di un industriale. Dettagliava che la sua azienda ha fatturato nel 2011 10-11 miliardi di euro, e nel 2012 chiuderà a quota 13-14 miliardi. Lui è uno dei personaggi che partecipano all’investimento che porterà alla nascita della nuova città».
La Baia Blu. Il Governo cinese ha deciso: accanto a Ningbo deve sorgere una nuova città “marinara”; sarà abitata da circa 350mila cinesi. E avrà una mega marina: anzi, di marine ne avrà otto. «Si parla di una marina che complessivamente potrà accogliere 3mila barche – riporta il numero uno di Fipa Group – E questa delegazione è venuta da noi perché è interessata a trovare realtà imprenditoriali in grado di fornire barche, oltreché partnership per costruirle; se si tratta di piccole imbarcazioni sono consapevoli di poter fare da soli, ma per misure ulteriori sanno di non essere all’altezza». È indubbio, dunque, che per l’azienda viareggina si tratti di un’opportunità da non trascurare. Per Fipa, poi, il continente asiatico non è una terra sconosciuta. L’azienda viareggina, infatti,ha già un partner a Shanghai – Bestway – a cui fornisce direttive e offre supervisione tecnica per la costruzione di barche di piccolo “calibro”. E Bestway sarà una buona carta anche per giocare la nuova partita a Yong (il nome “fast” di Ningbo).
Il cocktail politica & industria. Nel progetto della Baia Blu il Governo cinese ha, ovviamente, un ruolo di prim’ordine. «Sono quattro anni che frequento la Cina – osserva Guidetti – e non ho mai incontrato un industriale che possegga un’azienda al 100%, c’è sempre una quota da ricondurre alla politica». In effetti, questa peculiarità tutta cinese potrebbe rappresentare una garanzia: il fatto che la Baia Blu non è un sogno ma un progetto che verrà pragmaticamente realizzato( del resto non siamo in Italia..). Anche il vertice di Fipa condivide: la presenza di delgati del Partito Comunista cinese «può rappresentare una garanzia – dice Guidetti – anche perché in Cina di barche non capisce niente nessuno, ma se un dirigente del Partito dice a un industriale “compra quella barca”, lui l’acquista”. Alla fine a noi interessa mandar giù le nostre barche. Ripeto, non investiremo. E insieme a Bestway, ancor prima che la Baia Blu sia conclusa, potremmo garantire servizi e assistenza per la costruzione delle otto marina».
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