Attenzione
Trans legata e picchiata in casa da due rapinatori dell’Est
I banditi sono entrati nell’abitazione di via Puccini alle tre di notte fingendosi due clienti Poi hanno portato via l’oro e i gioielli che la vittima aveva indosso insieme ad un pc e un telefonino
VIAREGGIO. Hanno suonato al campanello dell’appartamento dove abita intorno alle tre di notte. Fingendosi dei clienti. Ma quando i due uomini sono entrati nella casa di una trans brasiliana, l’hanno legata mani e piedi e schiaffeggiata. E, soprattutto, si sono fatti consegnare i gioielli che aveva addosso. Riuscendo poi a scappare e a far perdere le proprie tracce.
L’inquietante episodio è avvenuto la notte scorsa in una palazzina al numero 90 di via Giacomo Puccini (nel tratto fra via Matteotti e via Cavallotti) dove la trans - conosciuta nell’ambiente con il soprannome di “Bambola” - vive in una casa in affitto.I due banditi, che il transessuale aveva già visto in passato essendo stati suoi clienti, hanno suonato al campanello dell’abitazione intorno alle tre di notte. La trans, riconoscendoli, li ha fatti entrare in casa immaginando che fossero venuti con l’idea di consumare una prestazione a pagamento. Una volta in casa, però, i due hanno ben presto mostrato le loro vere intenzioni. Ed hanno cominciato a minacciare la trans per farsi consegnare il denaro che aveva con sé, condendo le minacce con alcuni schiaffi. Non avendo contanti dietro, i malviventi hanno cominciato a strapparle i gioielli che aveva addosso - collane, bracciali e anelli - per poi legarla mani e piedi con del nastro adesivo che i due rapinatori si erano portati dietro. Una volta impossessatisi di tutti gli oggetti di valore che si era messa, hanno dato una rapida occhiata in giro per vedere se c’era qualcosa d’altro da portar via. Ed hanno preso anche un computer portatile e un telefonino. A quel punto, dopo aver abbandonato la trans sul letto, i due se ne sono finalmente andati, riuscendo a far perdere le proprie tracce.
La trans, legata mani e piedi, ha cercato di liberarsi in ogni modo. Poi, dopo circa un’ora e mezzo, è riuscita a slegarsi parzialmente. A quel punto si è affacciata alla finestra ed ha cominciato ad urlare chiedendo aiuto. A soccorrerla, poco dopo, sono stati alcuni dipendenti della Sea che stavano svuotando i bidoni dell’immondizia lungo la strada. E a quel punto, finalmente libero, la trans ha potuto dare l’allarme al 112.
Poco dopo una pattuglia dei carabinieri ha raggiunto l’abitazione ed ha raccolto i primi elementi per dare la caccia ai malviventi. Ma i due banditi, avendo avuto a disposizione quasi due ore di vantaggio per fuggire indisturbati, a quel punto si erano ormai volatilizzati. Grazie alle descrizioni raccolte, però, i militari hanno comunque imboccato alcune piste che potrebbero rivelarsi interessanti.
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