Il Tirreno

Versilia

Ici, è caos sui vecchi accertamenti

di Tiziano Baldi Galleni

Il Comune di Stazzema annulla cartelle del 2006, mentre altri cittadini sono costretti a rivolgersi in Commissione tributaria

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STAZZEMA. Ricordate le cartelle Ici retroattive che il Comune di Stazzema aveva chiesto di pagare dal 2006? Quelle che riguardavano i beni collabenti, ovvero i ruderi. Si è scoperto che ad un cittadino, questa cartella, è stata annullata. E tutto ciò dopo che altre persone hanno presentato i propri ricorsi contro il Comune al Commissario tributario di Lucca, di cui due sono stati accolti. Ma soprattutto, ciò che suona come contraddittorio, è che il Comune ha deciso di difendere la propria posizione con un avvocato. Insomma, da una parte c’è chi è in causa con il Comune di Stazzema, e dall’altra chi, per il solito identico caso, si è recato all’ufficio tributi e il pagamento gli è stato revocato su due piedi. Le lettere con cui il funzionario responsabile, Luca Canessa, ha risposto confermando l’annullamento della richiesta di pagamento sono state protocollate. “Tale atto è da considerarsi infondato per le seguenti motivazioni: l’imposta non era dovuta”, si legge sul documento emesso dall’ufficio tributi di Stazzema. Un fatto che apre un vero e proprio caso: è infatti possibile che adesso in molti altri, tra quelli coinvolti dal pagamento della stessa imposta sui fabbricati collabenti, chiedano l’annullamento delle cartella Ici. E probabilmente il risarcimento dei soldi già versati. Tra questi ci sono già le 15 persone (alcune coproprietarie di un fabbricato) che si sono rivolte alla Commissione tributaria di Lucca. Come Aurelio Moscardini, che ha scritto al sindaco di Stazzema. «Considerato che in altri casi analoghi a quelli per cui si è presentato ricorso, l’amministrazione comunale di Stazzema, mediante proprio responsabile Ici, dott. Luca Canessa, ha provveduto in data 19 ottobre 2012 all’annullamento in autotutela – si legge sulla lettera di Moscardini, – si invita l’amministrazione entro 15 giorni a procedere all’annullamento degli accertamenti».

E intanto il legale che segue i procedimenti davanti alla Commissione tributaria provinciale ha già provveduto a integrare le motivazioni dei ricorsi con la revoca di pagamento emessa dal Comune di Stazzema. Quindi, se prima era stato il giudice che aveva accolto i primi due ricorsi, bocciando la legittimità di quelle richieste di pagamento sull’Ici, adesso è lo stesso Comune a mettersi il bastone tra le ruote. Riepilogando, due ricorrenti stanno attendendo una risposta dal giudice che probabilmente giungerà a gennaio, mentre altri cittadini possessori di altri 4 fabbricati collabenti stanno sempre aspettando il dibattimento in aula. Sono invece già due casi, tra cui quello di Aurelio Moscardini, a cui è già stata data la ragione dalla Commissione. Sentenze per le quali il Comune sembra che ricorrerà in appello. Tuttavia è probabile che si aprirà anche un altro tipo di procedimento giudiziario. A intentarlo di sicuro sarà proprio il cittadino Aurelio Moscardini, se non riceverà revoche di pagamento. Per il fatto di aver ricevuto «una vera e propria disparità di trattamento, per la quale – scrive Moscardini – non si comprende alcuna motivazione».

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