La protesta
Non si trova più lavoro? Allora faremo i badanti
Nicola (ex guardia giurata) e Giovanni (ex barista) erano in un vicolo cieco Poi hanno visto che c’era un corso per assistente familiare. E si sono lanciati
VIAREGGIO. Dimenticatevi per un attimo il pessimismo cosmico, la fine del mondo predetta dai Maya e le frasi in autobus di chi non riesce più ad arrivare a fine mese. Perché anche se oggi non si vedono vie d’uscita dalla crisi economica, c’è chi la sua l’ha già trovata. Magari è nascosta, e magari non porterà dove si voleva. Ma restituirà quella fiducia in se stessi che diventa sottile come un filo d’erba, se si passano mesi e mesi alla ricerca (senza esito) di un lavoro.
«Diventeremo badanti». Le storie di Nicola Nannavecchia e Giovanni Maggini dimostrano che anche quando tutto sembra andare male, un’alternativa c’è. E può portare a una nuova vita. Tutto dipende da come la si affronta. Loro, ad esempio, hanno perso l’ultimo impiego tempo fa (Nicola era guardia giurata, Giovanni ha fatto il cuoco, il barista e il cameriere) e non lo hanno più trovato. Così hanno pensato di ricostruirsi una professione. Scegliendo il mestiere apparentemente più lontano dal loro essere uomini 40enni: quello di badante. Una scommessa che hanno deciso di affrontare iscrivendosi, affrontando la preselezione (c’erano più domande, 35, dei 18 posti) e frequentando il corso gratuito della Provincia per diventare assistenti familiari a domicilio per anziani, malati e disabili. E così si vedono anche i loro volti alle lezioni alla circoscrizione Marco Polo, assieme a quelli delle signore dell’Est europeo (rumene, polacche, albanesi), che nel senso comune hanno il cosiddetto “fisico del ruolo”.
«Mi è sempre piaciuto aiutare». Per Nicola, 39 anni, pietrasantino di Tonfano ma da tempo residente a Pozzi di Seravezza, la scelta è stata più immediata di quanto si pensi. «Mi è sempre piaciuto aiutare gli altri - dice - è da quando avevo 14 anni che sono nel volontariato. Da qualche anno, da quando cioè ho perso il lavoro come guardia giurata a Lucca, dò una mano alla Croce Bianca di Querceta». Lì gli hanno indicato questa opportunità. «Un giorno un amico dell’associazione mi ha telefonato dicendomi di questo corso - spiega - ci ho pensato e ho deciso di lanciarmi, anche perché avevo poco da perdere. D’altra parte ho una moglie e un figlio da mantenere e mi sentivo in dovere di tentarle tutte, dopo aver cercato invano per mesi».
«Per me una scelta del cuore». Per Giovanni Maggini, 43 anni, viareggino, la scelta di diventare badante arriva dal cuore, oltre che dalla necessità. «Mia madre è invalida - spiega - assistendola ho capito quanto sia importante avere accanto una persona capace ed esperta quando si ha bisogno. Così ho deciso di partecipare al corso non solo per trovare un nuovo sbocco professionale, ma anche per aiutare mia madre». Giovanni ha 20 anni di esperienza nel commercio: ha lavorato per bar, ristoranti, alberghi. «Ma ormai è diventata un torto - dice - chi ti dà lavoro teme di doverti pagare più degli altri. E poi a Viareggio l’ultima stagione estiva è stata un pianto: solo a Forte si continua a cercare e ad apprezzare la professionalità. Ora spero di conquistarmene una nuova, magari arricchendo questa esperienza con altri corsi di formazione».
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