Finanza
Scheletro ritrovato, le risposte al giallo dall’esame del Dna
Frammenti delle ossa inviati ad un laboratorio di analisi Intanto si esaminano tutti i casi di persone scomparse
BOZZANO. Mistero fitto. Di chi siano le ossa dello scheletro umano ritrovato lunedì mattina in un bosco sopra Bozzano è ancora un giallo. Che difficilmente potrà essere risolto in tempi brevi. Impossibile, al momento, dare un nome ed un volto a quei miseri resti umani rimasti sepolti per mesi nel terreno. E scoperti casualmente da un cercatore di funghi.
A caccia del Dna. La risposta definitiva all’inquietante quesito, con ogni probabilità, la potrà dare soltanto l’esame del Dna. Piccoli frammenti delle ossa sono stati inviati per le analisi di laboratorio che serviranno a ricostruire la mappa genetica del cadavere. Che andrà poi confrontata con quella delle persone scomparse le cui caratteristiche possono avere una qualche attinenza con lo scheletro ritrovato. Ma il lavoro si preannuncia complesso e, soprattutto, molto lungo.
I dati a disposizione. Il medico legale Stefano Pierotti nei prossimi giorni esaminerà più dettagliatamente le ossa raccolte nel bosco non distante dallo stadio Rontani di Bozzano. E solo dopo una seconda analisi potrà mettere dei punti fermi dai quali partire per il riconoscimento. Al momento - anche se non lo si può ancora affermare con certezza assoluta - sembra che lo scheletro appartenga ad un individuo di sesso maschile. Probabilmente si tratta di una persona giovane. O, comunque, non un anziano. Qualche certezza in più sembra invece esserci sulla data presunta della morte, che dovrebbe essere circoscritta ad una forbice fra i sei mesi e i due anni.
Ipotesi. Al momento gli inquirenti non ne azzardano. Di uomini scomparsi in zona negli ultimi due anni non ce ne sono molti (quello intorno al quale si sta maggiormente lavorando è un albanese sparito nel nulla un paio di anni fa). Ma non è detto che lo scheletro sia stato portato da altre zone d’Italia. O che nessuno abbia denunciato la scomparsa della vittima. Insomma, ci sarà da attendere ancora. Con pazienza. Anche se i primi ad avere fretta sono proprio gli inquirenti. Che, di fronte ad un probabile caso di omicidio, non hanno altro tempo da perdere.
Claudio Vecoli
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