Il dolore
«La puzza arriva dall’impianto alla Morina»
Lo spiega la Provincia. Intervento di vigili del fuoco e Arpat e prescrizioni all’azienda dei rifiuti Sea
VIAREGGIO. È ancora l’impianto Sea di compostaggio del verde alla Morina a causa il cattivo odore avvertito negli ultimi giorni fino in centro città. Lo spiega la Provincia, con una nota dell’assessore all’ambiente Maura Cavallaro. «Il fenomeno dei giorni scorsi, acuito dalle piogge, pare dovuto alla movimentazione di materiale organico destinato all'agricoltura effettuato nell'impianto in località “La Morina”». L’assessore Cavallaro spiega di essere stata «tempestivamente informata della situazione anche in seguito alle segnalazioni dei cittadini sulla recrudescenza dei cattivi odori». E di aver «subito comunicato al Comune le segnalazioni degli abitanti di alcuni quartieri tanto che il Comune stesso ha fatto intervenire sia i vigili del fuoco, sia i tecnici dell'Arpat per alcuni controlli. La Provincia ha comunque effettuato i propri rilievi, con specifici sopralluoghi dei tecnici, dai quali è stato possibile constatare che nell'impianto di Sea-Risorse in località “La Morina” era in corso un'operazione di movimentazione di un cumulo di materiale organico (destinato al riutilizzo in agricoltura) della durata di alcuni giorni, operazione, per quanto è dato di sapere, attualmente conclusa. Queste verifiche coincidono coi risultati delle stesse effettuate dal Comune di Viareggio. Per limitare gli odori, causati a quanto sembra da un avvio di una nuova fase fermentativa determinata dalle forti piogge dell'ultimo periodo, è stato prescritto, ai fini della riduzione del fenomeno odorigeno, l'incremento di sostanze in grado di inibire e/o contenere tali fenomeni indesiderati».
L’assessore risponde ai quesiti posti dal “Tirreno” sugli interventi messi in atto nei mesi scorsi: «In merito ai questionari destinati ai cittadini per la rilevazione degli odori, la Provincia precisa che le schede di rilevamento sono state a suo tempo parte integrante del progetto di rilevazione delle maleodoranze. Il loro utilizzo ha costituito un importante elemento di controllo delle rilevazioni strumentali dei nasi elettronici al fine di verificare distintamente la coincidenza temporale fra il rilievo olfattivo del naso elettronico e l'evento di percezione umana di cattivo odore».
Sulle conclusioni dell'indagine condotta attraverso i cosiddetti "nasi elettronici" installati per circa 20 giorni nel 2011, la Provincia ricorda che «il monitoraggio ha permesso di trarre conclusioni relative all'esposizione olfattiva del territorio rispetto ai tre impianti individuati come potenziali responsabili dei cattivi odori in alcuni quartieri di Viareggio e Massarosa situati nei pressi degli impianti oggetto di verifica: Pioppogatto, Salov e Sea Risorse». Ciò rilevato, però, «non è stato ritenuto giustificato un intervento inibitorio e/o correttivo delle autorizzazioni rilasciate alle singole attività lavorative».
Donatella Francesconi
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