La manifestazione
Il cane muore, la padrona dell’animale viene multata
CAMAIORE. Un litigio tra due cani. Con uno due animali che azzanna l’altro e lo uccide: ma alla fine a essere multata è la padrona del povero cagnetto ucciso. L’insolito caso è avvenuto qualche mese...
CAMAIORE. Un litigio tra due cani. Con uno due animali che azzanna l’altro e lo uccide: ma alla fine a essere multata è la padrona del povero cagnetto ucciso. L’insolito caso è avvenuto qualche mese fa sulle colline di Camaiore: la padrona dell’animale sbranato ha anche fatto ricorso contro la contravvenzione. Ma il Comune in questi giorni l’ha respinto e la signora dovrà pagare oltre 250 euro. Oppure rivolgersi al giudice di pace.
Il fatto risale a settembre. Una signora è uscita a passeggio con il suo cane su una stradina in collina. Molte persone, in quelle zone, hanno ’abitudine di lasciare liberi i propri animali, visto che da lì transitano poche macchine e i pericoli sembrano minori.
Ma non sempre questa cosa è vera. Il bel Pincher nano si è infatti avvicinato a un altro bell’esemplare canino - stavolta un lupo cecoslovacco - che stava passeggiando, secondo le ricostruzioni fatte dopo l’incidente al guinzaglio, in compagnia dei suoi padroni.
I due cani si sono studiati un attimo. Poi hanno cominciato a ringhiare. Infine il lupo cecoslovacco - un animale dalla stazza notevole - è partito all’attacco ferendo mortalmente l’altro cane. Per il piccolo pincher non c’è stato niente da fare.
Sul posto è stata chiamata la polizia municipale. I vigili hanno raccolto le testimonianze dei padroni dei due animali e poi hanno redatto un verbale. A essere multata è stata la padrona del pincher ucciso. Secondo gli agenti della municipale, infatti, il cane non era iscritto all’anagrafe canina e inoltre, al momento dell’incontro con il lupo , non era al guinzaglio.
Così alla donna è stato consegnato un verbale da 256 euro. La signora si è opposta, am il comune ha respointo il ricorso e ha emanato un’ingiunzione di pagamento. Alla padrona del cane adesso non resta che pagare oppure rivolgersi a un giudice di pace.
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