La manifestazione
Campo Rom, sgombero per gli abusivi
Le ruspe distruggono roulotte, baracche e auto. Trenta persone, con sei bambini piccoli, costrette a lasciare la zona
TORRE DEL LAGO. Avevano trovato un cartello sulle roulotte cresciute all’esterno del campo Rom di via Cimarosa: “Signori, si sgombera domani”, più o meno questo il senso dell’avviso lasciato lunedì pomeriggio per informare che all’indomani sarebbero entrate in funzione le ruspe. E così è stato: ieri mattina si sono presentati gli agenti della polizia municipale, sezioni antidegrado e operativa, insieme ai colleghi di Torre del Lago. Presente anche una pattuglia della polizia di Stato. sarebbero entrate in azione le ruspe per smantellare l'accampamento.
Trenta i cittadini stranieri, tutti romeni di etnia Rom che hanno dovuto lasciare l’insediamento non autorizzato, mentre le ruspe si abbattevano su 6 roulotte e 5 baracche, con due auto rimosse. Tra coloro che abitavano l’agglomerato di fortuna, anche sei minori.
La protesta dell’associazione dei “Berretti Bianchi” che da anni si occupa del campo Rom comunale fuori dal quale si era insediato il gruppo di nuovi arrivati, non è tardata a farsi sentire. Stigmatizzando il fatto che sia stato dato unicamente un preavviso di poche ore per lo sgombero. Senza dare la possibilità, così facendo, di poter trovare una sistemazione ad adulti e bambini che adesso si trovano con il freddo che fa anche in Versilia in maggiore difficoltà a rimediare una sistemazione.
Per quanto riguarda i minori, sono stati interessati i servi sociali del Comune, però la situazione di precarietà sussiste. Lo sgombero era nell'aria: l'amministrazione comunale appena rimediati i fondi necessari per realizzarlo (circa 4mila euro che saranno pagati alla Sea per lo smaltimento) lo ha effettuato con il disagio per coloro che vivevano nel campo, soprattutto per i minori e le donne. Un piccolino, mentre le ruspe distruggevano la baracca dove aveva trovato riparo con i genitori, non ha trattenuto le lacrime in quanto sono andati distrutti anche alcuni giocattoli.
La richiesta dei rappresentanti dei "Berreti Bianchi" è che se l'operazione fosse stata concordata con l’associazione, che ha un filo diretto con l'amministrazione e con il sub commissario prefettizio, Anna Maria Giambalvo, anche per il campo comunale, sarebbero stati allontanati almeno i minori senza costringerli ad assistere, di prima mattina, allo smantellamento del campo che è la casa di un’infanzia di stenti e sofferenze, vissuta in condizioni di estremo degrado. Sotto gli occhi di uno Stato che continua a fare finta di non vedere che i bambini Rom sono uguali a tutti gli altri bambini in Italia e nel mondo, da tutelare in base alle leggi del nostro Pese, ma anche alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. La quale, articolo 3, stabilisce che «in ogni iniziativa pubblica o privata l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità». Privare dell’unico, precario, tetto dei bambini in pieno inverno e alla vigilia di Natale non va esattamente in questo senso.
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