Finanza
Centrosinistra, a rischio le primarie
Il segretario del Pd Alberto Corsetti: se si vota a febbraio, insieme alle politiche, sono impensabili
VIAREGGIO. «Se non ci sarà il tempo per tenere le primarie, perchè la crisi di Governo anticipa a febbraio le elezioni, vorrà dire che il candidato sindaco a Viareggio sarà chi raccoglie più voti nell’assemblea comunale». Chiara Romanini, esponente di “Generazione democratica”, mette i puntini sulle “i” in questi giorni frenetici per la politica nazionale come per quella locale: «L’assemblea è sovrana - continua Romanini - e non lo dico certo io ma le regole che il Pd si è dato».
Non sembra dello stesso avviso il segretario versiliese del Pd, Alberto Corsetti. Il quale - alla vigilia dell’arrivo in città del segretario regionale Andrea Maniculli (che ieri ha confermato la propria presenza a Viareggio, domani) - annuncia: «Bisogna che il Pd di Viareggio incontri i propri iscritti. Un passaggio ancor più necessario se si dovesse andare al voto a febbraio. Io credo che il segretario comunale, Glauco Dal Pino, debba pretendere che i segretari di circolo facciano un passaggio con gli iscritti». Corsetti non lo dice ma è nelle cose: agli iscritti Dal Pino dovrebbe portare il “famoso” candidato unico che il Pd non ha tirato fuori dal “cappello” fino ad oggi e che si presuppone possa invece spuntare ora che siamo arrivati all’ultimo tuffo.
Una certezza, però, c’è: «Se si votasse a febbraio - fa i conti Corsetti - le primarie per il candidato a sindaco sarebbero impensabili». Anche perché, nella concitazione, incombono le primarie per la scelta dei parlamentari. Tema che sta agitando non poco la politica versiliese.
In mezzo al “count down” dell’accelerata imposta dalla politica nazionale, c’è bufera grossa in casa dei “renziani”. Neppure il tempo di gioire per la vittoria in Versilia alle primarie per la scelta del candidato premier, che la compagine si è spaccata. David Zappelli, avvocato e primo candidato ufficializzato dalla propria “corrente”, corre da solo. Dopo che Giuseppe De Stefano, macchina da voti per il sindaco di Firenze, ha deciso di lanciarsi nello sprint in solitario, chiedendo il candidato unico e alzando la bandiera del no alle primarie, contrariamente a quanto fin qui sostenuto dai “renziani” viareggini. Un passo che ha sollevato più di una critica proprio in casa dei sostenitori di Matteo Renzi: «Certo è proprio il colmo - scrive sulla propria pagina Facebook Claudio Cavalsani -: chi condivideva con un gruppo un'idea e un progetto fino a qualche giorno fa adesso le rigetta e si chiude al confronto con i cittadini e segue i vecchi riti della politica. Complimenti !».
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