Sicurezza
Via 12mila euro dal conto della malata
La donna era ricoverata in psichiatria: durante la degenza qualcuno ha usato la carta di credito lasciata in custodia
LIDO. Paziente psichiatrica viene ricoverata all’ospedale Versilia. Durante la degenza dal suo conto in banca spariscono oltre 12mila euro. E così dalla famiglia della donna parte una denuncia contro l’Asl, visto che bancomat e carta di credito erano custoditi, come avviene in casi di disturbi psichiatrici, dal personale del Versilia. Secondo i familiari le carte non furono controllate in maniera adeguata, portando, per ragioni ancora da determinare, al cospicuo ammanco. Il responsabile del furto non è mai stato individuato. Il legale della paziente - l’avvocato Gionata Bonuccelli - chiede la restituzione della somma e un risarcimento danni da 10mila euro.
Il ricovero. Il caso risale all’autunno 2006. A settembre la donna - che soffre di disturbi dell’umore - venne ricoverata nel reparto di psichiatria del Versilia dopo essersi presentata al pronto soccorso “in elevato stato di ansia e agitazione psicomototoria”.
Al momento del ricovero la donna venne invitata a consegnare al personale operante documenti, effetti personali, portafogli con il contante, carte di credito e libretto degli assegni.
Secondo quanto segnalato dall’avvocato in quel frangente alla donna non venne consegnato un verbale per la presa in custodia (o almeno di questo non c’è traccia nella cartella clinica).
Un documento del genere fu invece consegnato al momento della dimissione. In un altro verbale è scritto che durante la degenza la donna prelevò 20 euro dal contante.
Anche se la signora ha poi detto, all’atto della denuncia per furto aggravato di aver preso 100 euro.
Secondo il legale anche questa “incongruenza” dimostrerebbe carenze nella custodia.
L’ammanco. La vicenda si complica quando nel novembre alla signora arriva l’estratto conto dalla banca. Nel periodo di degenza sarebbero infatti stati effettuati 5 prelievi per un totale di 1300 euro. La cosa fu denunciata al presidio di polizia del Versilia. Qualche giorno dopo il marito della donna tornò però a integrare la denuncia: stavolta gli ammanchi - per circa 11mila euro - venivano dalla carta di credito.
Per l’avvocato Bonuccelli questa situazione si sarebbe creata per “gravi inadempimenti rispetto all’obbligo di custodia”, soprattutto nei riguardi di un paziente psichiatrico bisognoso quindi, secondo il legale, di maggiore attenzione.
Tutti i tentativi di composizione bonaria della vicenda sono andati a vuoto. Così i familiari della donna hanno deciso di ricorrere al Tribunale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
