Il Tirreno

Versilia

Tagli, il Comune deve vendere Sermas

di Marco Pomella
Tagli, il Comune deve vendere Sermas

L’azienda che dovrebbe eseguire tutti i lavori pubblici finisce sul mercato. Del Soldato: «Ceduta per salvare il bilancio»

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MASSAROSA. Il Comune vende il gioiello di famiglia: la Sermas. In anticipo rispetto a quanto prevede lo stesso decreto per la spending review (che obbliga i Comuni sotto i 30 mila abitanti a questa operazione) Massarosa vende la sua partecipata e tutto il suo patrimonio, compresi i grandi impianti fotovoltaici da poco realizzati. Non solo: in vendita anche le quote della società Vea. «Il prossimo anno - spiega il vicesindaco Adolfo Del Soldato - avremmo seri problemi di bilancio».

A portare a Massarosa (in quanto Comune sotto i 30 mila abitanti) l'obbligo di liberarsi della sua partecipata è il decreto sul risparmio degli enti pubblici del governo Monti. L'operazione ha un grande peso economico e finanziario: parliamo di qualche milione, o meglio di qualche decina di milioni di euro. Sermas infatti non solo gestisce il calore in tutti gli edifici comunali (dalle scuole alle palestre, dagli uffici alla piscina) ma è anche proprietaria dei grandi impianti fotovoltaici realizzati in questi anni sul territorio, nella zona di Piano di Conca e nella zona delle ex cave di marmettola al Brentino.

Impianti che non solo sono costati diverse centinaia di migliaia di euro, ma che permettono a Massarosa (tra energia risparmiata e corrente elettrica rivenduta) un notevole risparmio in bilancio.

Ma il dato pare ormai tratto: Massarosa dovrà privarsi anche degli utili che questa operazione stava portando in questi primi mesi di attività. Per non parlare dell'altro grande aspetto di cui si occupa Sermas: la gestione di alcune opere pubbliche del Comune. Una delibera contestata dalla minoranza quella che affidò a Sermas questo compito. Una delibera che a qualche mese dalla sua approvazione diventa carta straccia. «Purtroppo - spiega il vicesindaco Del Soldato - c'è poco da fare: dovremmo liberarci della nostra società in house. Possiamo mantenere solo quella per le farmacie. Il governo cambia le carte in tavola, interviene sui mandati dei primi cittadini. Dobbiamo affrontare un bilancio difficile per il 2013, visti i tagli da Roma. E, visto che è una scelta obbligata, abbiamo preferito anticipare di tre mesi la vendita di Sermas». Il primo passo per la vendita è stata la sostituzione del cda della società. Va via il presidente che l'aveva guidata con successi oggettivi fino ad ora, Angelo Battaglia, e il suo posto viene preso dal geometra Fabrizio Biagioni. Nel consiglio invece entrano a zero spese due dipendenti comunali: Monica Torti e Massimiliano Lombardi. "Il nuovo cda - spiega Del Soldato - ha un unico indirizzo: trovare il modo e le strade per vendere l'azienda".

Le vendite non finiscono qui. Massarosa infatti pare intenzionata a privarsi anche delle sue quote in Vea, l'azienda del gas del Comune. Quote che pare essere intenzionato a comprare il vicino Comune di Camaiore.

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